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12.05.2019

Caselle e il suo fiume fra nobili e antichi riti

Sono 450 le immagini della frazione di Caselle a Noventa Vicentina raccolte in una mostra ospitata nella sala esposizioni di villa Barbarigo. L’interessante rassegna è stata riproposta dallo storico Alberto GirardiUna vecchia immagine di Caselle. Si può vedere una salumeria con rivendita di tabacchiUna scolaresca d’altri tempi. Siamo sempre nella frazione di CaselleUn’altra foto tratta dalla mostra di villa Barbarigo  che ci mostra una zattera a remi sul fiume
Sono 450 le immagini della frazione di Caselle a Noventa Vicentina raccolte in una mostra ospitata nella sala esposizioni di villa Barbarigo. L’interessante rassegna è stata riproposta dallo storico Alberto GirardiUna vecchia immagine di Caselle. Si può vedere una salumeria con rivendita di tabacchiUna scolaresca d’altri tempi. Siamo sempre nella frazione di CaselleUn’altra foto tratta dalla mostra di villa Barbarigo che ci mostra una zattera a remi sul fiume

Rappresentò fino alla seconda metà dell’800 il porto fluviale noventano la frazione di Caselle sul cui fiume Frassine sbarcavano su barconi vari nobili veneziani (Barbarigo, Correr, Manin e Pisani) e venivano trasportati carichi di derrate alimentari, legname, pietre e canapa. Una località di frontiera confinante col padovano con casoni e casette (da qui il diffuso toponimo di Caselle significante gruppo di case) lontana da vari centri come Noventa e Montagnana, ma dalla posizione strategica caratterizzata dai corsi d’acqua essendo racchiusa tra il Frassine, il Ronego e il Roneghetto con realizzazione nel corso degli anni di ponti e passerelle richiamanti un contesto lagunare, mentre un piccolo porto fu attivo anche al Chiavicone. «Mentre tracce degli insediamenti abitativi risalgono al Mille attorno alla Chiesetta di S.Floriano fu nel ‘500 dopo le bonifiche veneziane che arrivarono a Caselle le prime famiglie dei Saggiorato, Amadio e Manfrin con popolazione che toccò i 600 abitanti nell’Ottocento» sottolinea l’appassionato di storia locale prof. Alberto Girardi che ha riproposto dopo cinque anni nella sala esposizioni di Villa Barbarigo un’ampliata mostra fotografica con ben 450 foto di luoghi ,vicende, momenti religiosi, territorio, personaggi e documenti. Un anteprima del possente libro di 500 pagine in fase di ultimazione frutto una ventennale meticolosa ricerca tra documenti dell’ archivio comunale e di quelli di Stato di Vicenza, Padova e Verona, testimonianze orali e foto raccolti nelle varie famiglie e della sua esperienza diretta risiedendo da quarant’anni a Caselle. Aperta nel 1866 da Antonio Pase dopo avere gestito per 8 anni l’osteria di Gioga risalente al 1840 la storica trattoria di Caselle divenne punto di riferimento economico e sociale con avvio di un’attigua casolineria coloniale (ben 25 le svariate tipologie di prodotti venduti) , della pesa pubblica, di un distributore di benzina e anche di un’ agenzia degli affari per le emigrazioni. Fino alla costruzione del ponte di legno sul Frassine nella seconda metà dell’Ottocento il passaggio di persone e merci da una sponda all’altra del fiume avveniva con due barche mosse da pertiche e funi e gestita dalla famiglia dei Lombardo, detti Passaòre, con pagamento di un pedaggio che venne poi mantenuto per un certo tempo a beneficio delle casse comunali. Risale al 1874 l’avvio della scuola elementare quando il Comune prese in affitto un locale della famiglia di Francesco Pastorello per un periodo di nove anni poi rinnovato con piccole migliorie dell’ambiente Nel 1915 la Giunta municipale acquistò in località Mortise un terreno agricolo di 2000 mq.di Ettore Ferrighi e avvio l’edificazione di un nuovo edificio su progetto dell’ing. Luigi Schio che ospitò dal 1917 la nuova scuola intitolata a don Enrico Tazzoli (patriota vissuto nella prima metà dell’Ottocento e il più noto dei Martiri di Belfiore) fino al ’72 quando a causa del calo demografico della frazione venne unificata col plesso di Are che comportò la definitiva chiusura dell’insegnamento scolastico. La Chiesa della confinante località di S.Croce Ospedaletto Euganeo fu lo storico punto di riferimento religioso per la comunità di Caselle con realizzazione nel 1930 di un ponte con corde da parte della Parrocchia che favorì l’afflusso, mentre l’attiguo campo da calcio vide la disputa negli anni Sessanta e Settanta di accesi tornei. Una tradizione risalente agli anni Cinquanta quella dell’attraversata sulla fune del Ronego del primo giorno di Quaresima ideata da un gruppo di operai dell’azienda agricola degli Oliviero. Successivamente se ne appropriò Orazio Rasia che gestiva la trattoria dei Pase abbinando la prova d’abilità che avveniva allora con le sole braccia ad un pranzo di pesce gratuito per quanti riuscivano ad attraversare il corso d’acqua, una tradizione tramandatasi fino ai giorni nostri e che richiama ogni anno diversi appassionati e curiosi. Il personaggio più famoso di Caselle fu il cantante lirico Apollo Granforte nato nel 1866 a Legnago da genitori rimasti ignoti per essere adottato pochi anni dopo dalla famiglia di Gaetano Brigo che abitava in via Valli lavorando come apprendista in una bottega di calcolerai a Santa Croce. Dopo aver sposato nel 1905 Amabile Frison emigrò in Argentina e poi a Malta dove iniziò la sua brillante carriera con varie tournée in giro per il mondo per divenire poi direttore del Conservatorio di Ankara e dell’Opera House di Praga. Ritornato a Milano aprì una scuola di musica morendo a Gorgonzola (dove aveva acquistato dei terreni e fissato l’ultima sua residenza) nel ’75 a 88 anni. Apollo Granforte non dimenticò mai le sue origini tornando spesso a Caselle ritrovandosi all’osteria dei Pase con gli amanti del bel canto e intonando spesso dal terrazzino romanze e brani d’opera. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Felice Busato
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