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07.12.2019

Casa di riposo in deficit Pronto il ritocco delle rette

L’esterno della casa di riposo “Serse Panizzoni”.   FOTO MARINI
L’esterno della casa di riposo “Serse Panizzoni”. FOTO MARINI

Fare rete con le strutture del territorio per affrontare i cambiamenti del settore sociosanitario, con l'obiettivo di mantenere i bilanci in ordine senza che la qualità dei servizi erogati ne risenta. È iniziato un nuovo corso alla casa di riposo “Serse Panizzoni” di Camisano, con l'insediamento del nuovo consiglio di amministrazione che però deve affrontare un deficit di bilancio. «Ereditiamo un'ottima situazione relativa alla qualità del servizio e di questo ringraziamo i nostri predecessori», esordisce Gian Battista Trevisan, geometra, nuovo presidente della struttura camisanese che succede a Gianni Sbalchiero e ora con un nuovo Cda composto da Guerrino Zanzarin, Bruna Sigola, Lucia Paganin e don Claudio Zilio parroco di Camisano. «Abbiamo però anche ereditato un deficit di bilancio, dovuto alle spese di gestione e ad alcuni lavori fatti, che si sta comunque riducendo e che contiamo di azzerare nel 2020». Tra gli interventi da fare sulla struttura, situata nella frazione di Santa Maria, «i lavori di adeguamento antincendio, che abbiamo in previsione di chiudere entro marzo, oltre ad altri adeguamenti strutturali sulla scia della progettazione iniziata dal precedente Cda». Non mancherà poi una ricerca di fondi da poter investire, «anche nel completamento del padiglione Iris. Un seminterrato allo stato grezzo dal 2011, che vorremo completare grazie al reperimento di nuove risorse». Già, il reperimento delle risorse: una problematica ormai comune a tutte le case di riposo del territorio, che faticano sempre di più a far quadrare i conti. «Uno dei nostri obiettivi principali è di trovare un accordo con le altre strutture come la nostra, soprattutto con quelle più vicine a noi - continua Trevisan - per risolvere le problematiche di carattere economico che tutte le case di riposo stanno affrontando in questi anni. Noi abbiamo una retta di 80 euro al giorno, con la Regione che paga 49 euro per ogni impegnativa». Numeri che l’Ipab camisanese, che conta 96 posti (attualmente tutti occupati), non riesce più a sostenere. «Valuteremo se aumentare la retta. Speriamo di non doverlo fare, ma forse saremo costretti. Altre strutture del territorio l’hanno già portata a 100 euro. Soluzioni? Ci sarebbe l’appalto esterno di alcuni servizi alle cooperative. Qualcuno ha già appaltato tutto il servizio completo, ma è una prospettiva che non vediamo con favore». Tra le ipotesi fatte, anche quelle di «pensare a piccoli servizi, come iniezioni o medicazioni, che la casa di riposo può fare agli esterni. Oppure, ampliare il servizio dei mini alloggi di villa Giuseppina». L’idea principale resta comunque quella di fare rete con le altre strutture del territorio, perché in una società che invecchia sempre di più, in futuro «la Regione dovrà stanziare maggiori risorse o attuare modalità diverse per consentire alle strutture di mantenersi - conclude Trevisan - Il nostro obiettivo è la cura e l’attenzione verso gli ospiti, ma dobbiamo anche guardare ai bilanci». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Marini
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