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01.05.2019

Addio a Penzo
L'alfiere
dei Berici

Lucio Penzo, tra i fondatori dell'Unione Nazionale Proloco Italiane
Lucio Penzo, tra i fondatori dell'Unione Nazionale Proloco Italiane

NANTO. Risveglio amaro per la comunità di Nanto, come per l’intero Basso Vicentino, alla notizia della scomparsa di Lucio Penzo, 68 anni, da tempo ammalato. Incredulità e sgomento tra i suoi concittadini, come tra le migliaia di persone che negli anni hanno collaborato con quello che potrebbe essere definito come un “genius loci” dell’Area Berica.

 

Penzo, oltre ad aver fondato una dei capisaldi delle proloco, quella di Nanto al cui timone vi è rimasto fino all’ultimo, è stato uno dei fondatori dell’Unione Nazionale Proloco Italiane di cui era consigliere nazionale, sfiorandone la presidenza. Uomo di pensiero e creatività, vocata alla valorizzazione del suo territorio, è stato il fautore della riscoperta dell’olio Berico, fondando il Consorzio Olibea, portandone le qualità alla ribalta nazionale. Un’autentica fucina di idee, suo è stato il Simposio della Pietra di Nanto che si è svolto per un decennio in paese. Le rassegne gastronomiche come Prosciuttando, la festa dell’Olio e Tartufo Berico, come di rassegne culturali come quella sul “Balza del Veneto dei Misteri” di cui si continua a fare memoria.

 

«Una perdita umana, sociale, promozionale e culturale, di cui oggi non riusciamo a capirne la portata» è stato il commento a caldo del primo cittadino di Nanto, Ulisse Borotto. Lucio Penzo era l’uomo del territorio, conosciuto in casa come pure stimato nel resto d’Italia, dove si recava spesso per portare prodotti e idee vicentine. Alfiere dell’Alta Via dei Berici non desistette di andare allo scontro con le autorità locali per far rispettare la sua idea originale. Frastornati sono soprattutto i suoi compagni di “avventura”, gli storici soci della Proloco nantese che l’hanno seguito fino all’ultimo, rimasti oggi senza quel “comandante” dal carattere incisivo, ma dal cuore da bambino.

 

Ancora da definire il giorno dei funerali, attorno al quale l’intero Basso Vicentino si stringerà per dare l’ultimo saluto ad un suo sostenitore e incallito difensore, a cui tutti oggi gridano: «Grazie Lucio!».        

Antonio Gregolin
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