We are Lane

Vincere... costi quel che costi. Purtroppo

Obbligati a vincere e non è una bella notizia, più dei piedi - viene da dire - farà la testa. Di sicuro è il momento di guardare avanti, di voltare pagina e lasciarsi scivolare con una doccia fredda tutte le scorie di un campionato fallimentare, ma certamente qualcosa va ricordato per imparare dagli errori commessi un anno fa. La sofferenza (anche fisica) dei vertici di Largo Rossi 9 e di un intero popolo di tifosi patita per la retrocessione non è ancora stata smaltita del tutto, ma oggi c'è una squadra e un entusiasmo da ritrovare. Sono giorni intensi per il diesse Balzaretti e il direttore tecnico Vallone, però c'è un punto su cui bisogna riflettere per poter scegliere i giocatori più adatti alla serie C che alterneranno partite tra campi brutti e sporchi o nella cattedrale del calcio che è lo stadio Menti che rischia di diventare una fossa dei leoni.

Creare la mentalità giusta è più facile a dirsi che a farsi, perché uno dei veri problemi vissuti nella stagione scorsa è stato l'approccio mentale di molti giocatori che si sono sciolti come una granita al sole dopo le prime e tante difficoltà. Le cinque sconfitte consecutive della gestione Di Carlo avevano da subito lasciato il segno sui tanti giocatori che erano arrivati a Vicenza con ben altre aspettative. È come se ad un certo punto avessero detto: "Ma che cavolo sta succedendo? Siamo venuti qui per arrivare ai playoff e invece perdiamo sempre". Da lì fu una slavina di delusioni che nemmeno Brocchi riuscì a fermare, condita da tensione, nervosismi a tutti i livelli, errori tecnici e umani. Il tutto con uno stadio e una tifoseria che ad un certo punto (giustamente) è passata dal mormorio alle bestemmie, fino alla contestazione pubblica. La parentesi delle 6 partite di mister Baldini resta ingiudicabile considerato il contesto in cui ha dovuto lavorare, anche se l'ex Catania ha avuto il merito di regalarci almeno la speranza fino al 45' della finale playout di Cosenza.

Dunque la domanda è. Se il Vicenza formato 2021/22 è crollato sotto la pressione delle aspettative, il Lane versione 2022/2023 come sarà? Sì, perché stavolta è anche peggio dal punto di vista ambientale. La tifoseria non accetterà inciampi, una classifica traballante da terzo, quarto posto. Dal 28 agosto esisterà una sola regola: ammazzare il campionato, per cancellare la delusione mista a disperazione sportiva della passata stagione. Vero è - come dice spesso il diesse Balzaretti - che «la pressione fa parte del lavoro di un giocatore", ma dipende anche molto da quale giocatore-uomo si sceglie e questo non è il budget che lo definisce e spesso nemmeno l'algoritmo, soprattutto in un mercato così vasto, mordi e fuggi, in cui un giocatore di calcio oggi indossa una maglia e dopo sei mesi un'altra.

Ecco perché il mercato di questi giorni è difficilissimo da affrontare: dovrà mettere insieme caratteristiche tecniche e umane dei singoli, condizioni economiche e disponibilità reali, senza contare che c'è un folto gruppo che il Lane non confermerà e metterà sul mercato per liberarsi tra le altre cose, di ingaggi onerosi: vedi Jallow, Longo ma anche Brosco, De Maio e altri.

Una bella gatta da pelare per il tecnico Francesco Baldini: dover vincere a tutti i costi per cancellare errori di una stagione in cui non c'era. Ed ecco perché il Vicenza la squadra la deve costruire per davvero. Il primo mese di trattative e nuovi innesti ha portato in casa Vicenza giovani di prospettiva che in biancorosso potranno fare il salto di qualità e di valorizzazione (che in termini aziendalistici si chiama investimento), ma certamente non basta. Per fare una serie C a vincere servono giocatori forti e di categoria e fino a oggi (8 luglio) non si vedono ancora. Ma da qui al 23 luglio - giorno del ritiro - il tempo per chiudere le trattative che contano davvero, c'è. Allora avanti. Senza paura.

eugenio.marzotto@ilgiornaledivicenza.it