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Stessa idea di gioco che adesso sta riuscendo

Modesto ha avuto il pregio (presto per dare un giudizio definitivo) di non rinnegare le sue idee di gioco non dando alibi ai giocatori.

Come se Baldini avesse fatto un training di due mesi da lasciare in eredità a Modesto. Stesso modulo (prima dell’abiura dell’ex mister): 3-4-3, stessa idea di gioco offensivo e quasi quasi gli stessi interpreti, con il mantra di difendersi in avanti, i dettami predicati cioè da Baldini. Allora cos’è successo? Una cosa tattica e una mentale.

La prima: il verbo che più ha usato Modesto in queste due settimane biancorosse è stato difendere, in tutte le sue coniugazioni. Modesto cioè ha lavorato sui principi difensivi più che sull’attacco, le posizioni dei tre dietro, la copertura dei famosi “braccetti” esterni, la squadra da compattare tra i reparti. E poi il lavoro forse più complicato, quello di dare certezze a tutti, infondere fiducia, resettare il passato. In una parola ha dato tranquillità a una squadra che era troppo stressata e nervosa per i risultati che non arrivavano, una tensione che si alimentava anche nello spogliatoio.

Modesto ha avuto il pregio (presto per dare un giudizio definitivo) di non rinnegare le sue idee di gioco non dando alibi ai giocatori. Ricordate quando si disse che difendendo a 4 la squadra avrebbe avuto più certezze. Modesto invece se n’è fregato alla grande ed è tornato a tre, che poi è un’idea di coerenza tattica che forse va al di là del solo calcio. La partita di sabato ha rimesso in mostra giocatori finora fischiatissimi, da Cavion a Ierardi, da Valietti a Sandon e soprattutto Rolfini che speriamo si sia sbloccato. Il risultato è che finalmente si inizia a vedere un’identità di gioco. Ed è la notizia più importante.

Eugenio Marzotto
eugenio.marzotto@ilgiornaledivicenza.it