Uno non vale uno. Chiedetelo a Meggio

Riccardo Meggiorini è un professionista serio che ha visto i palcoscenici della serie A, ha indossato maglie importanti come Torino e Inter e ha costruito la sua identità calcistica a casa Chievo prima di trovare un’altra dimora per dire al mondo del pallone che Meggio non vuole fermarsi.

Il 4 settembre prossimo compirà 36 anni e per quella data avrà fatto ancora un sacco di gol perché la resa in campo non è questione di età ma di testa.

Lo confesso, mi ero iscritto quest’estate al partito degli scettici sul numero 69. Lo dico con grande serenità, mi sbagliavo e mai avrei pensato che il giocatore nato a Isola della Scala potesse segnare così tanto, diventando determinante per le sorti biancorosse. Leggendo il curriculum di Meggiorini oltre all’età anagrafica, si nota come la seconda punta in carriera (fatta eccezione delle stagioni con il Cittadella ma con 14 anni in meno), non avesse segnato poi così tanto. E allora ti chiedi quale sarà il suo apporto alle sorti del Lane che si ritrova nella zona rossa della classifica.

La risposta è arrivata sotto la torre di Pisa, una rovesciata che ricorda quella compiuta da Djorkaeff, otto gol e un campionato fatto di tanta, tanta qualità. Non sono ancora convinto che Meggiorini rappresenti il “colpo” del mercato firmato dal diesse Giuseppe Magalini, ma certamente sottovalutavo questo ragazzo di 35 anni dal sorriso coinvolgente e la passione per le auto d’epoca.

È sempre così in fondo, la bellezza ti sorprende, ti stupisce, non ti accorgi di lei finché non te la ritrovi davanti, circondati come siamo da una certa mediocrità o semplicemente dalla normalità. Ecco perché quel gol diventa un altro manifesto alla bellezza da ricercare sempre. Ho avuto la fortuna di essere presente all’Arena Garibaldi ammirare dal vivo il gol forse più bello della storia recente dei biancorossi, Meggio che si alza in cielo e colpisce a un metro dalla linea di fondo da lassù.

Quel gesto atletico ha la potenza di un messaggio, non siamo tutti uguali e la qualità di Meggiorini non è paragonabile a nessuno del parco attaccanti oggi in squadra. Meggio vale Meggio e basta, il prato verde è sincero, il campo non inganna. Sarebbe troppo facile portare il discorso sull’errore grossolano di Gabriele Gori (non il primo peraltro) sempre nella gara di Pisa, preferisco pensare che un giorno il ragazzo di 22 anni nato a Firenze, troverà anche lui la sua rovesciata per rovesciare i giudizi severi su di lui. A volte basta poco per invertire l’inerzia delle cose. Ma una cosa è certa, uno non vale l’altro, uno non vale uno. Almeno davanti alla porta.

eugenio.marzotto@ilgiornaledivicenza.it