We are Lane

Una vittoria liberazione, ora lo scudo è più fragile

Una squadra che gioca più o meno come due settimane fa questa volta vince segnando quattro gol. In campo con un modulo già visto e con gli stessi giocatori del periodo Di Carlo, il Vicenza offre più stabilità e compattezza e anche dal punto di vista atletico è apparso superiore agli avversari. Cos'è successo allora? Al netto di un avversario come il Pordenone, davvero poca cosa rispetto alle squadre viste finora contro il Lane, il merito di Cristian Brocchi è stato quello di fare due cose semplici semplici e al contempo complicatissime, considerato lo zero in classifica fino a ieri sera. Prima di tutto si è posto bene nei confronti dei giocatori, è entrato in punta di piedi dentro un spogliatoio teso come una corda di violino e giorno dopo giorno, lentamente, ha guadagnato la fiducia dei giocatori in un gioco a specchio. Più la squadra lo riconosceva come il mister della possibile svolta, più il gruppo guadagnava consapevolezza e fiducia in se stesso. Qualche idea semplice come il 3-4-1-2, qualche pacca sulla spalla e gerarchie non più obbligate. In dieci giorni Brocchi è riuscito a spuntare una vittoria che sa di liberazione: per la squadra e tutto l'ambiente e non c'è stata miglior partita per decidere di tornare a tifare come hanno fatto gli ultras. E a proposito di liberazione, andiamoci a rivedere l'esultanza di Meggiorini dopo il gol su rigore. Il numero 69 sembrava un ragazzino al suo primo gol nei professionisti.

Lavorare sulla testa dei giocatori vuol dire ritrovare un Longo propositivo aldilà del gol, oppure un Dalmonte entrato subito in partita capace di cambiare ritmo nel finale di gara con accelerazioni e inserimenti sulla trequarti. E finalmente rilanciare un Di Pardo nella zona di campo dove rende di più, sfruttando la fase offensiva del ragazzo che ha dato segnali di crescita importanti. In generale, una squadra che si fa rimontare due gol ma che ha la forza di ricominciare a fare gioco per vincere, mostra una personalità che era difficile riacciuffare dopo sei sconfitte. E invece è uscito il carattere di un gruppo che aveva perso delle certezze, ma che quel carattere l'ha sempre avuto. Ritrovarlo in uno scontro salvezza, non è di poco conto. C'è ancora molto da fare per il tecnico Brocchi, due reti (le ennesime subìte) da una difesa che non trova le misure e un assetto solido, è un aspetto su cui lavorare. Ma la vittoria di ieri resta importante a prescindere. Vincere aiuta a vincere e tra due settimane contro la Reggina al Menti, in squadra tornerà Taugourdeau e Calderoni, fornendo la possibilità a Brocchi di fare rotazioni preziose. È ancora presto parlare di svolta, ma adesso lo scudo attorno alla squadra da abbattere e citato da mister Brocchi sabato in conferenza stampa, è molto meno solido. Ripartire dal fondo a volte può essere esaltante.

eugenio.marzotto@ilgiornaledivicenza.it

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