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Teo, Boli, Lukaku e Da Cruz: la teoria dei fantastici 4

Alessio Da Cruz
Alessio Da Cruz
Alessio Da Cruz
Alessio Da Cruz

La forza della teoria sta tutta nell’analisi ed è certo che la coppia Vallone-Balzaretti abbiano analizzato il mercato in filigrana per incastrare giocatori disponibili a venire all’ombra di Monte Berico con i ruoli che servivano. Sarà come sempre il campo a stabilire se il mercato di riparazione (e che riparazione) sia stato efficace, ma per trovare la strada della salvezza partendo da 7 punti, bisognava incastrare tante, forse troppe caselle, ma sempre in linea teorica con l’arrivo di Teodorczky, Boli, Lukaku e Da Cruz, questa squadra è più forte di prima. Certo le incognite non mancano e ce n’è una che accomuna tutti i nuovi arrivi: quanto tempo servirà perché questi giocatori siano davvero pronti per giocare novanta minuti? Quanto tempo servirà perché entrino in forma campionato? Ora, se dovessi scommettere una birra, lo farei per Da Cruz, un giocatore rapido, tecnico, dal dribbling facile. Un esterno agile e veloce che ha sempre giocato nell’ultimo anno, o quanto meno allenato: prima Ascoli e Spezia poi dal Parma è andato in Messico al Santos Laguna, squadra di prima divisione con un nome che sembra un po’ un villaggio turistico. Ma non è questo il punto, la verità è che un giocatore così potrà dare al Lane tante soluzioni in attacco, perché è lì che la squadra di Brocchi ha mostrato le maggiori lacune, segnando pochissimo nonostante le tante occasioni create.

Per gli altri nuovi arrivi sarà tutta una scommessa, dal polacco Teo a Boli, passando per Lukaku fratello che con Sarri alla Lazio non ha mai visto il campo. Giocatori reduci da panchine infinite, campionati di quarta serie e infortuni che bloccherebbero anche Terminator. Ma è questo che poteva fare il Vicenza, erano questi i profili da cercare e convincere. L’abbiamo sempre detto, chi avrebbe accettato di venire a giocare nella squadra ultima in classifica in serie B. Andrebbero quasi ringraziati questi quattro giocatori, se non fossero dei professionisti lautamente pagati per provare a salvarci. L’ingaggio dei quattro (e forse non è un caso) stranieri che hanno deciso di trascorrere i prossimi sei mesi a Vicenza, era il massimo che si poteva ottenere? Forse no, ma non c’è alternativa. Analizzando i 4 arrivi, sempre per l’importanza della teoria, abbiamo in ordine: uno svincolato in cerca di riscatto, un giovane che ha accettato di uscire dalle secche dei campionati minori francesi, il fratello di un milionario destinato alla tribuna e un olandese che voleva tornare in Italia e riprovarci. Insomma, ci vuole tanta devozione per questi colori per innamorarsi subito dei fantastici quattro, ma del resto rappresentano una scommessa com’è la salvezza in campionato, partendo da ultimi, com’è l’azzardo di Balzaretti-Vallone di rimettersi in gioco in una piazza così esigente. Vinceremo tutti assieme o affonderemo tutti abbracciati in questa stagione, compreso il tecnico Brocchi che certo non aveva bisogno dei rumors sulla partenza di Federico Proia, un giocatore che in tanti vogliono ma che non ha mai pensato di andarsene, né alla Spal né altrove, così come il Vicenza non ha mai immaginato di finire il campionato senza un giocatore su cui ha investito così tanto. Citando una serie Tv americana, “Un tempo eravamo una grande nazione perché c’era della buona informazione…” ma questo è un altro discorso. Oggi invece non possiamo che tifare per la teoria e fidarci delle scelte del diesse e del direttore tecnico e magari un giorno brindare al miracolo sportivo ammettendo che sì, quei due avevano ragione, anche davanti ai tanti operatori del pallone che in queste settimane restano sorpresi per certe scelte fatte in via Schio.

Eppure c’erano due opzioni, fare un mercato mettendo le basi per un campionato di Lega Pro o tentare il tutto per tutto per salvarsi. Only the Brave. Come in quei film d’azione in cui scappi dal cattivo e poi lo affronti sul tetto di un grattacielo. La famiglia Rosso ha deciso di provarci e di giocarsi l’ultima carta con il mercato di gennaio dando un segnale preciso. Ora tocca ai fantastici 4, al cinema quelli vincono sempre.

eugenio.marzotto@ilgiornaledivicenza.it