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Smart Vallone e il metodo Spinazzola

Leonardo Spinazzola con la maglia biancorossa
Leonardo Spinazzola con la maglia biancorossa
Leonardo Spinazzola con la maglia biancorossa
Leonardo Spinazzola con la maglia biancorossa

La forza nei numeri, che siano primi o meno, è che rappresentano sempre un dato oggettivo, nudo e crudo figlio di un calcolo o di una proiezione. Senz’anima per definizione i numeri sono tutto quello che servono a stabilire un equilibrio da dare alla forma. E sappiamo quanto la forma sia sostanza. Vabbeh tutto questo cosa c’entra con il calcio e con il Vicenza? C’entra e tanto, soprattutto da quando Biancorossi.net ha diffuso la notizia che il Vicenza avrebbe avviato contatti con Francesco Vallone, ex capo scouting della Roma, invitato a lasciare i giallorossi dopo l’arrivo del diesse Gianluca Petrachi che ha tempi e metodi nella selezione dei giocatori diametralmente opposti al nostro Vallone.

Il Lane non ha solo avviato contatti, a giorni l’esperto di scouting firmerà un accordo con la società di via Schio ed entrerà a tutti gli effetti nello staff tecnico con un ruolo ben preciso. Se il diesse Giuseppe Magalini continuerà a tenere rapporti stretti con la rosa e con il tecnico Di Carlo, Vallone fornirà al Mago una montagna di dati (tocchi per partita, colpi di testa, occasioni da rete, intercetti, passaggi accurati nelle diverse zone del campo e tanto altro ancora) caratteristiche tecniche, fisiche e perché no umane dei giocatori sotto osservazione, proprio a Magalini che poi si confronterà con il mister per le scelte finali. È un lavoro di prospettiva, ma è il nuovo sistema di scelta e di osservazione (scouting appunto) che segna una vera e propria rivoluzione in casa Lane.

Vallone tanto per capirci è uno da 600 partite viste all’anno (così ha dichiarato in una intervista all’epoca di Monchi alla Roma) e soprattutto è un professionista dello smart scouting, un teorico della razionalizzazione dei tempi e delle scelte, affidandosi all’enorme banca dati di un’applicazione la “Transfer Room” dove sono elencati tutti i giocatori professionisti europei divisi per ruolo, età e società di appartenenza, proprio tutte, dal Barcellona, all’Avellino che permette di risparmiare tempo nelle valutazioni e nei contatti.

Basta questo per fare il colpo di mercato? Certo che no, un giocatore va visto dal vivo più volte, va conosciuto, analizzato sul campo per poi stringergli la mano e sentire se il tipo di stretta è convincente. Ma certamente iniziare da qualche dato statistico è sempre un bel punto di partenza oggi che il calcio è globale e la mobilità dei giocatori è triplicata rispetto a qualche anno fa. Ed è indubbio che se il Vicenza vuole comprare al miglior prezzo si deve affacciare al mercato quanto meno europeo che poi è quello che il Venezia sta facendo da un paio di stagioni, pescando giocatori sconosciuti ma potenzialmente forti, dal Nord Europa. Vallone insomma, porterà il Vicenza ad essere più smart e più efficace almeno sulla carta? Basterà?

Viene alla mente poi in questi giorni di passione Nazionale un certo Leonardo Spinazzola, sì proprio lui, arrivato al Vicenza nel 2015 ai tempi di Marino, per lui 10 presenze e zero gol e soprattutto un brutto infortunio che lo limitò parecchio. Ebbene, Spinazzola, va dato atto alla dirigenza dell’epoca, arrivò qui con il sistema molto poco smart e molto tradizionale. L’allora diesse Paolo Cristallini, lo scoprì all’Atalanta (che già era una garanzia) e con la forza dei video e l’osservazione dalla tribuna lo portò a Vicenza. Ora Spinazzola è quell’esterno che sta dimostrando di essere tra i migliori d’Europa e il Vicenza ci aveva visto giusto, come tante altre volte peraltro. Ora il metodo Magalini e quello di Vallone si incroceranno, statistiche ed esperienza dovranno andare a braccetto. Il sogno della serie A passa anche da queste nuove forme di calciomercato.

eugenio.marzotto@ilgiornaledivicenza.it

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