We are Lane

Sfida salvezza col Pordenone. C'è da battere anche la ièlla

Se non gira, non gira. L'urlo del Menti si stampa sul palo dopo il tiro di Ranocchia, ennesima dimostrazione che se la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo. Il punto è che a questo Vicenza puoi dire poco, ed è stato così anche ultime due partite in cui c'era Di Carlo, perché la grinta e la lotta, si erano già vista. Ecco, forse una differenza c'è... se prima l'intensità andava ad intermittenza, ieri il Lane ha alzato i giri e li ha mantenuti costanti per tutta la partita. Anzi, meglio in dieci che in undici in campo con un gioco mai frenetico tranne negli ultimi minuti di arrembaggio. Il segnale che arriva nonostante zero punti, l'ultimo posto in classifica e il peggior arbitraggio al Menti nell'ultimo anno, è che la squadra non ha mai perso il controllo del gioco. E se si leggono le statistiche si vede una sostanziale parità con i grigiorossi, tranne che in un numero che vale molto. Tre tiri in porta della Cremonese e lo zero per il Vicenza, ti dice la squadra fa fatica ad arrivare sotto rete, mentre là dietro un gol lo subisci sempre, anche se stavolta si tratta di un penalty. Ma dopo le fredde e lucide statistiche, resta il fatto che ieri il Lane avrebbe meritato molto di più ed è quello che era successo in passato con Di Carlo. Resta il dubbio che non sia un problema di mentalità, è proprio che non gira e trovare una risposta all'irrazionale è complicatissimo. E con il Pordenone sarà già sfida salvezza.

eugenio.marzotto@ilgiornaledivicenza.it