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«Mimo, Mimo, a te si in confusion». Cronache dalla tribuna

Mario ha quasi 60 anni, è stempiato e ha i capelli grigi, un viso tondo come l'addome, uno di quei volti che ti danno serenità come uno spiedo che rosola e gira lentamente su un antico camino e tu lo osservi meditando sulla tua problematica esistenza. Ha gli occhi piccoli Mario ma uno sguardo lungo e tiene spesso le mani appoggiate agli ampi fianchi. Mario è tifoso del Vicenza e preferisce un abbigliamento casual e giovanile, seduto in tribuna è a suo agio come quando al bancone del bar di riferimento chiede con fermezza un macchiato (Campari). Indossa dei pantaloni rossi con taglio a "pinocchietto" e una maglietta bianca griffata Diesel molto aderente, forse troppo. E poi le fondamentali Sneakers bianche con calzetti bianchi. Mario si è portato allo stadio anche il suo amico ma non lo chiama mai per nome, per attrarre la sua attenzione lo spintona ma è un gesto affettuoso, di condivisione come quando imbottigli con gli amici le taniche di Cabernet comprate in cantina.
Sembra molto religioso Mario, ma non ne sono sicuro. Durante la partita Vicenza-Frosinone cita il buon dio in diverse declinazioni e visto che c'è aggiunge anche qualche santo di riferimento e la Madonna di Monte Berico che domina proprio lo stadio Menti. Mario non è solo un tifoso del Lane, è un attento osservatore calcistico cresciuto nei campetti di erba e terriccio e conosce tutti i chioschi a bordo campo sparsi in provincia almeno così si vanta con il suo amico che per tutta la partita non dice una parola.
Mario fa capire che vive nella zona di Marano, cita l'Alto Vicentino del compianto Rino Dalle Rive e rimembra in tempi andati di quel glorioso club. Mario ne ha viste tante di partite del Vicenza, passato e presente, conosce tutti i nomi e cognomi dei giocatori anche se durante la malefica gara preferisce stare sul generico, Mario è uno dei tifosi che ha acquistato il mini abbonamento, il pack pensato dalla società LR per far venire i tifosi allo stadio e lui con il suo ci è venuto e ha pure scelto la tribuna come postazione ideale per godersi le gesta del Vicenza. Solo che di gesta ne ha viste poche e dal 30' del primo tempo al 90', stanco di dare spintoni al suo ammutolito amico si è affidato al rosario sgranandolo, per così dire, fino al triplice fischio finale e oltre. Io me ne stavo seduto nella fila sottostante con il taccuino in mano e devo dire che grazie a lui ho visto un'altra partita, con più calore, più passione, con più sangue. Grazie Mario e se non fosse stato per due amici che mi sono venuti a trovare sedendosi vicino a me e che mi hanno distratto, forse ti avrei anche ringraziato a fine partita per la tua analisi spietata e per niente scontata. In ordine di apparizione, qua i santi non c'entrano o forse sì:

"Fa anca ti come Handanovic seto" (Rivolto a Pizzignacco dopo un'indecisione con i piedi: "Fai anche tu come Handanovic", la papera durante Verona-Inter

"Vara i tersini, uno l'è roverso, l'altro l'è un bocia" (Osserva in terzini, uno è destro ed è stato messo a sinistra, l'altro è troppo giovane. Bruscagin e Di Pardo Cit.)

"In meso i xe massa immucià" (A centrocampo le mezzali non si smarcano e giocano troppo vicini)

"Bisogna darla rasotera" (Bisogna giocare a palla bassa, troppi lanci lunghi e palle alte)

"Vara vara, i vol fare i gansi" (Guarda, guarda, vogliono fare i ganzi. Dopo gli errori di Rigoni e Cappelletti davanti all'area che cercano un tocco elegante senza trovarlo)

"Mimo, Mimo a te si in confusion... Sti qua noi fa gnaca tre passaj par sbaglio" (La squadra non gira, si alternano lanci lunghi al tentativo di fraseggio che non riesce. I giocatori non riescono a fare nemmeno tre passaggi giusti di fila)

Poi all'improvviso una perla di saggezza. "Mimo, Mimo, rancurali e portali a campo Marso (Mimmo, Mimmo, raccogli la squadra e accompagnala a campo Marzo. Il riferimento è al luogo storicamente deputato per l'acquisto nel mercato libero di sostanze stupefacenti a volte atte a dare breve ebrezza e carica. La merce e la vendita è vietata dalle legge, Mario lo sa ma non rinuncia alla battuta nostrana)

Sconsolato Mario cita la Vergine santa in un appassionato e rapido dialogo con l'Altissimo per poi sentenziare: "Dalmonte l'è un laterale e lo mette in meso al campo" (Dalmonte è un esterno destro naturale e Di Carlo ha deciso di farlo è da giocare fuori ruolo, cioè da trequartista)

A fine gara giocatori e allenatore vanno al centro del campo a salutare i tifosi che invece protestano per la prestazione e fischiano: "Ahhh, i confonde anca i fischi per applausi. A semo messi ben. (Confondono i fischi per gli applausi, siamo messi bene...)

Dalla tribuna dello stadio Menti è tutto. 

 

P.S. La traduzione dal Veneto moderno alla lingua italiana può contenere errori grammaticali. Lo scrivente si scusa ma sa anche dove andare prendere delle ripetizioni. Vero Mario?
 

eugenio.marzotto@ilgiornaledivicenza.it

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