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Mercato, se i nomi (veri) indicano la via

Meglio preparare le valigie perché stiamo per partire per un nuovo viaggio, il campionato 2021/2022 in fondo è già cominciato ed è bastata una conferenza stampa per resettare tutto o quasi. Allacciamo le cinture. Dopo le dichiarazioni del quartier generale del Lane di venerdì scorso, con Stefano Rosso, Paolo Bedin, mister Di Carlo e Giuseppe Magalini, è iniziata una nuova avventura: quella delle grandi manovre prima di affrontare un sentiero delle colline senesi o il passo del Pordoi, lungo, irto e complicato. Un’ora di dichiarazioni d’intenti con volti, immagini, delusioni ed emozioni archiviate: nemmeno un Longo su cui accanirsi o un Meggiorini da ammirare. La stagione ha voltato pagina a casa Vicenza dopo mesi di interrogativi, prove di campo, gol segnati e subiti e una montagna di infortuni. Come se le facce di Padella, i dolori di Pontisso o le parole del patron Renzo Rosso a fine gara fossero state cancellate per sempre. Come se non avessero costruito alcuno strato di vissuto da cui ripartire. È qualcosa di ciclico come le stagioni, appunto, e il mercato celebra una liturgia che non si consuma mai, resiste a tutto come la fede. Quella biancorossa. E alla fine quello che è stato è stato perché non c’è tempo per troppe analisi, come dire ancora una volta che il “futuro è adesso”.

E’ normale pensare che la società abbia già analizzato tutto quello che non ha funzionato. La crescita che si prospetta non riguarda solo quello della rosa, la programmazione non significa solo spendere di più per la nuova stagione. Una società di calcio è fatta di tanti tasselli, dalla comunicazione al marketing, dalla gestione della logistica al rapporto con l’economia del territorio, dal settore giovanile alla prima squadra, e quindi è lecito attendersi una crescita globale, perché questo ci insegna l’esperienza del Cittadella e di tante altre realtà simili a quelle del Vicenza. Si arriva a grandi risultati se cresce l’intero sistema Vicenza.

A giorni spunteranno i nomi veri della campagna acquisti, quei giocatori realmente contattati dal diesse Magalini attraverso i loro procuratori, sarà un primo momento di chiarezza nel circo, o meglio dire souk dell’informazione digitale dove contano i click piuttosto che l’attendibilità. Sarà importante vedere quali nomi spunteranno allora per capire la direzione che ha preso il Vicenza così come avremo dei primi riscontri sulle parole del pres Stefano Rosso che ha promesso investimenti importanti e una crescita del gruppo squadra. Perché se è vero che bisognerà spendere bene, è altrettanto vero che non si potranno sbagliare i giocatori della nuova stagione.

Più che dei colpi c’è bisogno di giocatori.

eugenio.marzotto@ilgiornaledivicenza.it

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