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Il tempo scade e la "prossima volta" non c'è più

Una squadra che deve salvarsi non può giocare in questo modo. Punto. Non ci sono tante parole per spiegare una sconfitta di una squadra che ha già avuto fin troppe attenuanti o giustificazioni fino ad adesso. Perfino il 4-0 di Monza era stato battezzato come un punteggio troppo severo. La realtà è che contro i brianzoli i biancorossi sono scesi in campo con la testa di chi pensava di aver già perso prima di lottare. E ieri al Menti è scesa in campo una squadra senza la mentalità della squadra da battaglia.

Può sgolarsi fino a maggio mister Brocchi, la realtà è che pochi giocatori si stanno prendendo la responsabilità di quello che sta succedendo, ma il risultato di oggi è figlio di tanti errori del passato, primo fra tutti scelte cosiddette tecniche che di tecnico hanno poco, perché anche ieri si è vista una squadra che di qualità ne ha pochina. Allora se non hai qualità cerchi di rimediare con l’aggressività, il temperamento, la foga. E invece niente, il primo tiro nello specchio della porta arriva al 65’ con Meggiorini, prima c’erano stati tanti fraseggi senza idee e leggibili anche da un difensore di Seconda categoria. Nessuno che rischia quando c’è da osare. Questa squadra ha nel suo Dna un difetto che non si toglierà certo nelle prossime otto giornate: è una squadra borghese che non sa sporcarsi le mani, che quando è il momento non azzanna l’avversario sotto porta o nelle altre zone del campo.

Il tempo è scaduto, anche perché le altre concorrenti mica possono darti sempre una mano: ieri l’Alessandria ha perso sì, ma il Cosenza ha pareggiato e il Crotone ha vinto. E se passa la teoria che tanto “la prossima volta” vinciamo e si sistemano le cose, va a finire che non si vince mai. Serve altro per poter dare un senso alle prossime otto gare perché domenica con l'Ascoli ci si gioca tutto. Senza alcuna prossima volta.

eugenio.marzotto@ilgiornaledivicenza.it