We are Lane

Il cugino buono che tutti vorremmo avere

Ha il cognome che ricorda il nome di un biscotto piemonte, lo sguardo perennemente affaticato da un lavoro – si fa per dire – che in effetti lo impegna parecchio. A 26 anni, Luca Barlocco ha l’espressione del giovane soldato pronto alle Armi sulla linea del Piave, uno semplice e votato al sacrificio insomma, cresciuto a pane e calcio, timido come quei giocatori che la cattiveria la mettono in campo e lo spirito che conduce alla determinazione gli è stato insegnato da piccolo.

Perché a leggere il curriculum di Barlocco, nato a Merate (un paese in provincia di Lecco da 14 mila abitanti) si capisce subito che per lui la gavetta è uno stile di vita da cui alimentarsi. Vivaio Atalanta e Juve, qualche convocazione nelle Nazionali giovanili, poi il calcio dei grandi ma quello di periferia. Como, Pro Vercelli, Alessandria e Piacenza prima di arrivare al Lane, una storia semplice dunque, figlia del sacrificio, di quel lavoro a testa bassa che l’ha reso quello che è oggi. Un terzino sinistro dalla prestazione costante, uno che il 6 in pagella lo prende sempre, solo che adesso inizia a guadagnarsi anche i voti alti. Luca Barlocco, è uno di quei giocatori che fanno le fortune degli allenatori: diligente, obbediente, consapevole dei propri mezzi e dei suoi limiti, il terzino sinistro che tutti vorremmo avere come cugino buono, quello che si ricorda del tuo compleanno. Luca ha sorpreso un po’ tutti e l’ha fatto nel silenzio, lavorando e basta, mettendoci la corsa (e la tecnica) al centro della vita da calciatore. E bravo è stato Di Carlo a valorizzarlo e credere in lui, dandogli fiducia piano piano, poco a poco. Barlocco non è mai stato il vice Beruatto (il talentuoso scuola Juve in predicato di andare all’Atalanta), Barlocco ha avuto l’umiltà di essere Barlocco. Ed è stata la sua forza. Lui come altri, da Giacomelli a Pontisso, da Zonta a Grandi, dovevano dimostrare di poterci stare in questa B spietata, e finora hanno dimostrato che sì, sono giocatori di categoria. E non è una questione da poco anche in chiave plusvalenze e valori di mercato. Cambierà tutto se si sentiranno arrivati, ma è certo che il soldato Barlocco non lo farà. Perché il cugino buono non ti delude mai.

eugenio.marzotto@ilgiornaledivicenza.it