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Diaw, Padella, Proia e gli altri. La perfezione non esiste

«Niente pare...», siamo quello che siamo e andiamo avanti rispondendo con la forza della sincerità a chi ti costringe ai confronti, agli esami quotidiani, alla selezione della specie. Il Lane non ha bisogno di questo, piuttosto ha la necessità di calma e normalità, le qualità ci sono, il talento anche e ogni giocatore dentro di sè ha l'equilibrio necessario per sapere quando è il caso di sfodedare l'arma dell'essenziale e l'acuto della giocata.

La perfezione non esiste e non serve perdere tempo a cercarla nemmeno nella tua mente dopo che sbagli un calcio di rigore che magari può valere il miracolo di battere la più brava della classe. Vale per tutti anche se in questo blog che parla di Vicenza, mi viene in mente anche Francesco De Gregori e quella canzone che recita: «Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore. Un giocatore lo vedi dal coraggio. Dall'altruismo e dalla fantasia».
Scomodiamo anche i poeti e la canzone La Leva calcistica del '68 per dire a Davide Diaw che la perfezione non esiste anche se tutti te la chiedono e ogni volta che sbagli un gol ti prendi un sacco di insulti. Eppure lunedì mattina al teatro Ridotto del Comunale, durante la premiazione del Galà del calcio Triveneto, una ragazzina di 13 anni sale sul palco per presentare il suo tema dedicato allo sport e ti dice con energia, passione e un filo di emozione che «sì la perfezione non esiste e che se me l'avessero insegnato prima non mi sarei fatta tutte queste pare...». Applausi anche da Padella e Proia seduti a teatro dopo aver ricevuto il premio come miglior giocatore del Vicenza e Cittadella della stagione scorsa. La piccola lezione arriva dalla grintosa Nicoletta Craciun studentessa della terza B dell'istituto Barolini che adesso si candida a diventare la mental coach del Vicenza. O almeno una chiacchierata con i ragazzi di Brocchi io gliela farei fare. Ha apprezzato le sue parole anche Paolo Zanetti seduto tra gli ospiti che ha applaudito convintamente, capendo da subito che il senso di quelle parole è che ogni giorno  è meglio cercare la normalità piuttosto che l'eccezionalità. E di normalità ne hanno bisogno come il pane Diaw, Padella, Proia e gli altri, in campo bastano gesti semplici per svoltare la giornata. Come la semplicità di un sorriso rivolto alla cassiera del supermercato piuttosto che una stretta di mano convinta ad un collega di lavoro: allora la normalità diventa eccezionalità, perfezione.
Ecco, penso che se Padella avesse cercato un gesto tecnico normale piuttosto che perfetto non avrebbe lisciato quella palla che ha permesso a Baijc di andare sul fondo e crossare per Palacio causando il pareggio del Brescia. Penso che se Diaw avesse cercato di dialogare con i compagni e di trovare passaggi o conclusioni semplci avrebbe segnato, penso che se Proia avesse con normalità calciato la palla lontano, non avremmo subìto il gol del vantaggio ospite sabato al Menti. C'è bisogno di semplicità in questa squadra, la normalità che deriva dalla consapevolezza di essere una squadra che deve salvarsi e non strafare, perché ogni volta che il Vicenza è stato chiamato a fare l'impresa ha sbandato per eccesso di ansia quella che provoca – appunto - la ricerca della perfezione. Per dirla come la piccola Nicoletta, «niente pare...», siamo quello che siamo e andiamo avanti rispondendo con la forza della sincerità a chi ti costringe ai confronti, agli esami quotidiani, alla selezione della specie. Il Lane non ha bisogno di questo, piuttosto ha la necessità di calma e normalità, le qualità ci sono, il talento anche e ogni giocatore dentro di sè ha l'equilibrio necessario per sapere quando è il caso di sfoderare l'arma dell'essenziale e l'acuto della giocata. Allora sii normale Vicenza che sarebbe già tanta roba, così. Trova la forza nella semplicità perché essere perfetti a tutti i costi ha sempre un prezzo troppo alto che spesso logora e di tutto c'è bisogno adesso che consumarsi nel momento in cui invece bisogna accelerare  per trovare la strada giusta.

eugenio.marzotto@ilgiornaledivicenza.it