We Are Lane

Brusca, Maggio e Cavion: tra riscatto e certezze per un film a lieto fine

Vicenza-Cosenza, Maggio festeggiato dopo il gol (FOTO STUDIO STELLA)
Vicenza-Cosenza, Maggio festeggiato dopo il gol (FOTO STUDIO STELLA)
Vicenza-Cosenza, Maggio festeggiato dopo il gol (FOTO STUDIO STELLA)
Vicenza-Cosenza, Maggio festeggiato dopo il gol (FOTO STUDIO STELLA)

Come una seconda vita, una corsa sul campo di pallone per riconquistare un posto da protagonisti in questo folle campionato e un finale thriller.
Bruscagin ad esempio, un giocatore spesso messo sulla graticola delle critiche che in questa fase di torneo mostra sicurezza e personalità da capitano vero. Nella difesa a tre impostata da Baldini si sente sicuro a tal punto da scalare le gerarchie e superare Padella nel trio “baldiniano”. Un giocatore che ha sofferto più di altri il cambio di allenatori e un ambiente sotto tiro, dimostrando però un attaccamento alla maglia a tratti sorprendente.
Venerdì sera prima delle 23 entra in conferenza stampa e com’è il suo carattere da bravo ragazzo “vola basso”: «Sapevamo che il Cosenza avrebbe giocato in questo modo, chiuso e sfruttando i nostri errori, ma siamo stati bravi a non avere la fretta di segnare e poi il gol è arrivato. Non abbiamo fatto ancora niente però, ora dobbiamo preparare bene la partita di Cosenza, pensando di fare risultato».
Risultato, appunto. Quella vecchia volpe di Bisoli stavolta dovrà scoprirsi un po’ di più. Lo svantaggio infatti condannerebbe i Lupi alla retrocessione e stavolta il tecnico Baldini dovrà studiare le contromosse e non è escluso che gli undici da mettere in campo dall’inizio possano cambiare. 

Il cambio di marcia Chiunque saranno gli interpreti, l’importante sarà l’atteggiamento da mettere in campo. Quell’immagine a fine gara dei giocatori abbracciati in mezzo al campo, è la fotografia del momento: c’è un gruppo come non si era mai visto. Allora cosa è scattato nella testa della squadra nelle ultime partite? «Ci siamo guardati in faccia, sapevamo di aver toccato il fondo e tutti hanno cercato di mettere qualcosa in più. Adesso però dobbiamo fare un ultimo sforzo altrimenti sarà tutto vano. Andiamo a Cosenza per fare un'altra battaglia e portare a casa il risultato».

Christian infinito E poi c’è Maggio, sbocciato come un fiore, uno che ha trovato il segreto dell’elisir di lunga vita. A 40 anni non solo segna, ma corre e combatte che neanche un ragazzino. Si è preso anche lui una bella rivincita: da svincolato dopo il “no” al rinnovo del Benevento, Maggio si è rimesso in gioco allenandosi da solo nei campetti di Montecchio Maggiore, finchè è arrivata l’opportunità del Vicenza. «Siamo contenti della prestazione col Cosenza, ma non abbiamo fatto ancora nulla. Ci aspetterà una battaglia, ma sono convinto che possiamo fare bene anche a Cosenza. Il mio gol? Ha fatto tutto Dalmonte, una grande giocata, io sono stato bravo a farmi trovare al posto giusto». Cos'è cambiato? «Sicuramente con Baldini abbiamo cambiato marcia, è bastata una vittoria dopo Perugia e qualcosa è scattato nella nostra testa. Ora dobbiamo continuare, da domani testa già a Cosenza. Ce la stiamo giocando alla grande e vogliamo farlo fino alla fine».

La copertina E poi c’è Cavion, il migliore in campo al Menti, che dopo tanto peregrinare ha trovato casa in biancorosso. Un altro giocatore figlio di questa provincia che non ha mai smesso di metterci la gamba. Ma guai a pensare a Cavion come un gregario buono solo a far fatica. Guardare per credere l’assist di esterno per Diaw nel secondo tempo e la traversa nella prima frazione. Bruscagin, Maggio e Cavion per motivi diversi sono il risultato di un riscatto personale e sportivo che diventa linfa di un gruppo che adesso crede al miracolo salvezza come non mai. A Cosenza sarà tutta un’altra storia con ventimila tifosi a spingere i Lupi, ma questo Vicenza ha trovato le armi per rispondere. 

Eugenio Marzotto
eugenio.marzotto@ilgiornaledivicenza.it