We are Lane

Andrà tutto bene. Parte due

Ora archiviamo solo per due minuti, ma proprio due, argomenti e parole che ormai fanno parte della nostra vita, come Covid, vaccini, zone gialle, arancioni e rosse, assembramenti e perfino Dad. Poi guardiamo una foto che è molto simile ad altre che noi tifosi del Vicenza osserviamo con il gusto dolce dell’estetica biancorossa. Anche in tempo di coprifuoco.

Accade cioè da qualche partita che i giocatori del Lane dopo un gol segnato si gettino in campo ad abbracciare compagni e goleador, un rito collettivo si dirà, ma che oggi per questa squadra ha un significato in più. Distanza di sicurezza (biancorossa) oggi è rappresentata dalla lontananza in classifica dalla zona rossa dei playout e certamente la vittoria contro la Cremonese in questo caso vale un vaccino anti-retrocessione. E allora, assembramento o meno, tutti ad abbracciare Nalini, Meggiorini e perfino il preparatore atletico Riela. È successo martedì contro la Cremonese, era accaduto la settimana scorsa con Salernitana.

Tutta la panchina che si alza e scatta, giocatori esperti, capitani e non, ragazzini della Primavera. Un gesto che ti fa dire che sì “Andrà tutto bene” e che questa serie B la giocheremo anche l’anno prossimo. Vedere tanto affiatamento significa avere nello spogliatoio tanto equilibrio. Certo, le gerarchie esistono, ma la squadra di Mimmo è matura, compatta e i mal di pancia per i minutaggi in campo non si sono mai visti o sentiti finora. Se poi il gol te lo segna Andrea Nalini, un giocatore simbolo del Veneto laborioso, uno che in silenzio si è allenato da solo per quattro mesi, uno che corre a testa bassa come un rider che consegna pizze e sushi d’asporto, allora per forza lo vai ad abbracciare e te freghi della zona arancione che da lunedì limiterà le nostre giornate. Andrà tutto bene, e basta. Altri scatti verso il centro del campo, attendono una squadra costruita per soffrire, abituata a guadagnarsi la pagnotta tutti i fine settimana e a pagare il conto delle occasioni fallite e che solo un abbraccio a centrocampo può far dimenticare.

eugenio.marzotto@ilgiornaledivicenza.it