La spunta blu

Anziani motore della ripartenza

Una scena del film "Youth - La giovinezza"
Una scena del film "Youth - La giovinezza"

“La natura ci ha dato delle carte e noi ce le siamo già giocate, adesso vuoi rimescolare il mazzo e iniziare una nuova partita?” (dal film “Cocoon”)
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Vorrei dire una cosa sottovoce, lo giuro, su chiusure e riaperture. La mia è una proposta modesta, nulla di nuovo, né di originale, puro buon senso: chiedo, ma non si potrebbe provare a riaprire palestre e piscine per i soli vaccinati? Sì, lo so, così si finisce per tornare a parlare di biopassaporto. E sì, lo so, sarebbe una discriminazione tra vaccinati e non vaccinati. Mi sbaglierò, però a occhio i benefici sarebbero superiori alle controindicazioni. A me sembra più grave la discriminazione tra chi può lavorare e chi non può lavorare. Detto che la nostra sarebbe incidentalmente una Repubblica fondata proprio sul lavoro e detto che non sempre, negli ultimi 14 mesi, si è fatto di tutto per salvare il lavoro, da qualche parte dobbiamo pur iniziare a riaprire chi è chiuso o a mezzo servizio da mesi. Perché non possiamo ripartire dai vaccinati, come hanno fatto altrove, da Israele alla Gran Bretagna? Dice: ma finora sono stati vaccinati più che altro anziani. Dico: fantastico. Come i vecchietti protagonisti di “Cocoon”, mettiamoli in una vasca e facciamoli nuotare: male non fa, tutt’altro. Tornare a fare sport in piscina e palestra allontanerà acciacchi e malanni, sarà un elisir di vita lunga e piena, non come queste esistenze sospese e vuote, dal respiro corto e dagli orizzonti limitati. Aiuterà chi gestisce le strutture a riavviare il motore, a rimettere in circolo un po’ di fiducia e quattrini, a dire che si può. E sarà un messaggio per i renitenti del vaccino: c’è una via d’uscita a questo vicolo cieco, interessa a qualcuno? E più strada farà la campagna vaccinale, più tessere magnetiche bipperanno agli ingressi dei centri sportivi. Cosa stiamo aspettando per dare ossigeno a questo mondo strozzato da mesi? Se funziona, possiamo velocemente allargare il diametro: ristoranti, bar, balere, sagre, gite, viaggi, stadi, teatri. Perché no? Davvero stiamo aspettando l’immunità di gregge? Vista da qui, dalla periferia della periferia, alla campagna vaccinale italiana è mancato un libretto delle istruzioni, un piano per impiegare al meglio il “tesoretto” dei vaccinati. Non li stiamo sfruttando come dovremmo, li abbiamo rimessi dove stavano, per lo più in casa, al massimo dal fornaio o dall’ortofrutta. Dovremmo invece convertire il privilegio individuale del vaccino in sostegno solidale offerto a chi ha pagato il prezzo più alto: cari vaccinati, iscrivetevi in palestra, andate a teatro, fate una gita. Siete i primi vaccinati, avete un’occasione irripetibile: tornare a rimettere in moto l’economia. Come i vecchietti di Cocoon, le carte del mazzo che vi ha messo in mano la vita si sono rimescolate, che fate, non la giochereste questa mano?
Ps: per la cronaca, non sono ancora stato vaccinato, non ho idea di quando verrò convocato, attendo rispettosamente il mio turno che vorrei arrivasse in base ai criteri dell’età e del rischio clinico, senza badare a categorie sociali, ordini professionali, iscrizioni a logge massoniche o sette sataniche, appartenenze a corporazioni, gilde o consorterie. Età e rischio: non è così difficile, se l’avessimo fatto sin dall’inizio, avremmo contato meno vittime. E avremmo riaperto prima.

gianmarco.mancassola@ilgiornaledivicenza.it

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