Il Btp Futura ha fatto contento il Tesoro ma i risparmiatori si leccano le ferite

Quello che è bene per il ministero dell'Economia e per il Tesoro non è detto che sia un bene anche per il piccolo risparmiatore italiano. È vero che lo Stato siamo noi, ma quando sottoscriviamo un Btp può succedere di prendere una fregatura nell'interesse della... collettività. Il riaccendersi dell'inflazione e il conseguente rialzo dei tassi d'interesse sta portando alla luce una sorta di ferita, destinata purtroppo a diventare sempre più sanguinosa, che lo Stato ("S" istituzionale maiuscola) ha inferto allo stato ("s" popolare minuscola). Bisogna riavvolgere un pochino il nastro a qualche tempo fa, quando gli ingegneri finanziari del Tesoro partorirono il Btp Futura. Va ricordato che si navigava nell'oceano dei tassi d'interesse negativi e che i risparmiatori non sapevano dove sbattere la testa per trovare uno strumento finanziario in grado di offrire un rendimento commestibile. Ecco che dalle segrete stanze di via XX Settembre esce il Btp Futura. «Si chiamano Futura - scrive nel documento di presentazione il ministero dell'Economia - perché sono pensati come formula di tutela del risparmio capace di sostenere anche il futuro del Paese».

Si tratta di un'obbligazione di stato cosiddetta step up, cioè a cedola crescente e con una logica premiale predeterminata per chi mantiene il titolo fino a scadenza. Di fatto, comunque, resta un titolo a tasso fisso che il Tesoro ha piazzato con un marketing, come dire, molto spinto nei portafogli dei cittadini. «Sono gli unici titoli di stato - tiene a precisare il ministero - riservati esclusivamente ai risparmiatori individuali e affini (il cosiddetto mercato retail)».In quel momento lo Stato sa di fare un affare, perché colloca titoli a lunga scadenza (fino al 2037) offrendo un rendimento poco sopra lo zero, e vuole convincere anche l'altro stato che si tratta di un'operazione conveniente specie se si lascia il capitale a dormire fino alla fine. Il guaio è che i tassi sono saliti, stanno continuando a salire e, a giudicare dall'esplosione dell'inflazione, saliranno ancora, si teme, di molto e per molto. Per farla breve, più salgono i tassi, più diminuisce il valore del titolo acquistato, su suggerimento del Tesoro, per «tutelare il risparmio». Il guaio è che con i venti di guerra che spirano in Ucraina e le intenzioni “bellicose” della Fed, il rialzo dei tassi d’interesse pare destinato ad accelerare. Già adesso 100 mila euro investiti nella sottoscrizione dell'ultima emissione sono diventati 96 mila dopo pochi mesi. Quelli vincolati a scadenza più lunga, invece, sono già scesi a quota 93 mila. Certo, chi ci ha investito i soldi doveva studiare bene il prodotto e capire l'esposizione al rischio tasso. Un'esposizione che potrebbe essere ancora più pericolosa in caso, affatto da escludere, di ulteriore aumento dei tassi di riferimento. Sono dinamiche familiari per chi opera quotidianamente nei mercati finanziari, ma lo sono un po' meno per chi invece non bazzica i listini e nell'atto della sottoscrizione di è fidato della descrizione del "bugiardino" ministeriale. Non ci sarebbe da stupirsi se qualcuno, magari avendo bisogno in anticipo dei soldi investiti in Btp Futura per pagare le bollette tremendamente pesanti che stanno arrivando, venisse preso da un coccolone scoprendo la voragine nel proprio portafoglio provocata dall'investimento consigliato dal Tesoro. Perché se il futuro è un'ipotesi, come cantava Enrico Ruggeri, nel Btp Futura potrebbe nascondersi una certezza. Quella di perderci soldi.

Marino Smiderle