La Colazione del Campione

Pellegrini, la Divina: «Per 20 anni ho seguito una linea nera sul fondo e ho amato farlo, ma ora mi godo il mondo»

Federica Pellegrini a La Colazione del Campione
Federica Pellegrini a La Colazione del Campione
La Colazione del Campione - Pellegrini

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«Per vent’anni ho passato le giornate a guardare una riga nera sul fondo della piscina e a incrociare sempre le stesse facce. Ora faccio tanto cose diverse e incontro persone di tutto il mondo. Me la sto godendo».

Federica Pellegrini è felice e non ha rimpianti. Glielo si legge in faccia, mentre è collegata con noi in diretta Instagram (con Anna Perlini) a La Colazione del Campione, accoccolata a Cesare, uno dei suoi quattro cani. Il nuoto le è mancato all’inizio, è normale, ma non da impazzirne. Anche perché a quel mondo è rimasta vicinissima: in questi giorni è a Livigno, vicino alla squadra azzurra riunita nel collegiale e vicino al suo Matteo Giunta, tecnico federale che sposerà alla fine dell’estate.


La scorsa estate l’ultima Olimpiade, a novembre l’ultima gara: com’è guardare da fuori gli altri che si allenano?
È la prima estate così, senza allenarmi, senza gareggiare. All’inizio è stato strano e ho avuto un po’ di malinconia. Ti manca avere una giornata programmata come ce l’avevi prima. Ma in realtà ora le mie giornate sono ancora più impegnate, anche perché ho la fortuna di avere tantissime cose da fare (fa parte della commissione atleti del Cio, della commissione italiana atleti, del cda di Milano-Cortina 2006 ed è tra i giudici del talent Italia’s Got Talent, ndr). Però questa settimana  vicina agli altri mi sono buttata spesso in acqua!
Abbandonato il duro regime da atleta?
Nel primo mese me la sono presa comoda. Poi ho capito che con quattro cani è impossibile! E alle 7 sono sveglia.
Anche Castagnetti ti costringeva alle levatacce?
Con Alberto alle 8 eravamo in acqua per poterci allenare fino alle 10.30 e poi di nuovo dalle 15 alle 17. Ma le alzatacce peggiori le ho fatte a Parigi: Lucas alle 7 che ci voleva già in acqua.

 

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C’è qualcosa che da atleta non potevi fare e che ora vuoi fare?
Imparare a giocare tennis e a sciare, ma per ora non ho avuto tempo! Però a marzo mi sono concessa una crociera con la mamma: quando me l’hanno proposto ho risposto subito di no. Poi mi sono detta: “Fede, ma perché no, non stai più nuotando!”
E c’è stato il tempo per fermarti e riguardare indietro alla tua carriera? Ti sei rendendo conto di quello che hai combinato? Per tutti sei ancora «La Divina»...
È un aggettivo che mi fa piacere se lo dicono gli altri, quando lo leggevo sui giornali mi venivano i brividi. Ma di sicuro non me lo dico da sola allo specchio! Se riguardo indietro la gara a cui penso più spesso è l’ultima vittoria, ai Mondiali del 2019 a Guangzhou: in quel momento mi sono sentita benissimo, avevo uno stato di forma fantastico. Come atleta mi attacco con le unghie e con i denti a quel ricordo, ci ripenso spesso.


E le gare le sogni ancora?
Lo facevo prima di affrontarle: sognavo che entravo in acqua con i calzini, o che mi buttavo prima della partenza, o ancora che andavo alla presentazione con ancora il costume da allenamento
Da Giudice di Italia’s Got Talent hai capito se il talento nello sport  e nell’arte sono diversi?
Sono la stessa cosa. Il talento è quell’insieme di fattori che hai dalla nascita. Poi ci vuole il talento di ’allenare il talento. Tanti atleti si perdono perché non hanno la forza o la testa per allenare per anni il loro dono. Io questa forza ce l’ho avuta perché amavo alla follia quello che facevo: nuotare mi faceva stare bene, era facile per me capire che quella sarebbe stata la mia strada. Per me sarebbe stato uno spreco non buttarmi in acqua ogni mattina e spaccarmi… la schiena per ore e ore
Ma a nuotare ci andrai ancora?
Adesso che c’è la bella stagione sì: al centro Castagnetti hanno tolto il pallone e si può nuotare al sole, è tutta un’altra cosa!
Matrimonio a Venezia, poi futuro a Verona?
Mia mamma e la sua famiglia sono di Murano e un pezzo di cuore è lì, sposarmi in Laguna era doveroso. Ma stiamo cercando casa a Verona ed è dove vogliamo costruire il nostro futuro.

 

Riccardo Verzè