Veneto

Spiagge venete: «Servono certezze, dati non positivi»

«I dati oggi non sono positivi. Abbiamo già dimostrato di poterli sovvertire, ma servono risposte e tempi certi». Così Alberto Maschio, presidente dell’Associazione Jesolana Albergatori e coordinatore di Federalberghi Spiagge Venete, durante l’incontro che si è svolto oggi per fare il punto delle prenotazioni per l’estate, con i dati forniti dal sistema di rilevazione HBenchmark, ora adottato da tutte le località balneari della costa e relativo all’occupazione alberghiera. Federalberghi Spiagge Venete rappresenta 772 hotel, con circa 60 mila posti letto, per 13 mila addetti e un fatturato di 400 milioni di euro.
Ad oggi il sistema di rilevazione H-Benchmark rileva una media, da metà maggio fino a metà settembre, di occupazione alberghiera del 16.2%. Nel ponte del 2 giugno un picco del 26%. Quanto alla provenienza, il 27,6% arriva dalla Germania, 24,9% dall’Italia, 19,3% dall’Austria e 3,1% dalla Svizzera

Quanto al fine settimana del primo maggio, il primo in zona gialla, si registra un tasso di occupazione pari al 10%, con la quasi totale assenza del mercato estero. Lo scorso anno, il 64% delle prenotazioni era arrivato dopo il 15 luglio. «Questo significa - aggiunge Maschio - che mai come in questo periodo regna l’incertezza. Ma se venisse annunciato l’annullamento del coprifuoco, se ci venissero date certezze da comunicare, siamo convinti che il mercato reagirebbe prontamente. Vanno dati agli ospiti messaggi rassicuranti. Cosa preoccupa? Non può esistere il concetto di vacanza unito a quello di coprifuoco. Mi auguro che venga presto messo in discussione, dicendo che almeno da metà maggio (se non prima) sparirà».
In queste settimane, a Jesolo è in corso il ripascimento utilizzando camion da deserto e si setacciano tonnellate di sabbia, eliminando mozziconi e conchiglie: per il 15 maggio,
quando si spera di aprire il litorale con lettini e ombrelloni,
tutto sarà pronto.