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Parchi divertimento riaperti solo a luglio. Gardaland: «Decisione inspiegabile»

Visitatori a Gardaland
Visitatori a Gardaland

«In attesa dell’ufficializzazione con il prossimo Dpcm, non ci spieghiamo per quale motivo i Parchi divertimento, che svolgono la propria attività quasi esclusivamente all’aperto, vengano associati, in termini di data di riapertura, alle fiere e ai congressi che si svolgono indoor». Lo dice Aldo Maria Vigevani, ad di Gardaland che con oltre 1.500 dipendenti diretti e 10.000 occupati nelle aziende dell’indotto del Lago di Garda «rappresenta una colonna portante dell’economia italiana».

Nella conferenza stampa del 16 aprile, infatti, il presidente del Consiglio Mario Draghi, esponendo la strategia di rilancio del Paese, sha specificato che dal 1° luglio riapriranno fiere e congressi, stabilimenti termali e parchi tematici. 

«Addirittura, se venisse mantenuta questa scadenza per le riaperture, i Parchi verrebbero ritenuti più pericolosi delle palestre o dei cinema che sono al chiuso - sostiene Vigevani -. Tale logica sarebbe esattamente contraria alla situazione internazionale, vedi Inghilterra e Usa, dove i parchi, appunto all’aperto, sono tra le prime attività a riprendere». E prosegue: «Lo scorso anno Gardaland ha inaugurato la stagione addirittura il 13 giugno e grazie ad un robusto ed efficace protocollo di sicurezza non è stato registrato nessun contagio tra i suoi ospiti, i quali hanno confermato l’efficacia delle misure a più riprese attraverso migliaia di interviste online».