La "Traversata moderna di un antico paese"

Nel “cuore” della Bretagna: dalla Loira alla Manica in bici

Viaggio nel cuore della Bretagna

Borghi, scogliere, spiagge, fari. Ovvero “au bord” lungo la costa atlantica. Ma c’è anche un’altra Bretagna, “au coeur”, quella dell’interno, dove si accende un punto di vista diverso sulla penisola che a tutt’oggi è l’unico luogo al mondo dove si parla ancora una lingua celtica, il bretone. Un angolo di Francia speciale, che è stato a lungo ducato autonomo rispetto al Regno francese. La “Traversata moderna di un paese antico” è un programma in bicicletta (o in auto a guida slow) che parte dalla confinante regione della Loira Atlantica, con capoluogo Nantes, che di fatto era Bretagna fino ad un riordino amministrativo di fine Ottocento: tanto vero che ospita il castello dei duchi bretoni, a metà tra la fortezza militare e i fasti del Rinascimento. Per la Traversata che taglia la Bretagna nell’interno, Nantes è il punto di partenza ideale: aeroporto ben collegato (voli Volotea da e su Venezia) e subito tante cose da vedere.
 Fu per secoli il primo porto di Francia, lungo la Loira che conclude qui il suo percorso di mille chilometri. Nantes fu anche mercato schiavi, come ricorda il Memoriale da visitare lungo il fiume. Già capitale della cantieristica fino all’insabbiamento del porto e alla crisi del settore, ha riconvertito il proprio volto nel terziario e soprattutto nell’arte e nel turismo. Le Voyage à Nantes è l’organismo pubblico-privato che gestisce questa rivoluzione: oltre al castello ducale, alla torre Lu (il biscottificio più famoso di Francia), alla cattedrale e al rinnovato Museo delle Belle Arti, allo spettacolare orto botanico paradiso dei bambini e degli ambientalisti, al Museo di Jules Verne e alle spettacolari Machines- le giostre del laboratorio di François Delarozière - la città va visitata seguendo la linea verde lungo 16 opere/installazioni di artisti internazionali che negli ultimi 15 anni hanno dialogato con l’esistente, trasformandolo se era abbandonato oppure colorandolo se era spento. Oltre a queste, verso ovest prende il via “Estuaire”, il percorso d’arte lungo la ciclabile fino a Saint- Nazare che posiziona lungo 60 km altre 12 opere, alcune monumentali, lungo la Loira: dalla Casa preda delle maree al Serpente dell’oceano fino al Giardino stellato di Maruyama.

IN BICI La Traversata della Bretagna in bici da Nantes a Saint-Malo è di circa 440 chilometri (arriva a 510 raggiungendo Mont-Saint -Michel). Viene proposta in 5 lunghe tappe, che spezzate a metà per agevolare le visite diventano 9 o 10. La prima di 86 km dal centro di Nantes a Saint- Nazare; la seconda 83 km attraverso la Baule fino a Penestin; la terza 58 km fino a Redon; la quarta fino a Rennes, 94 km; la quinta fino a Saint Malo 121 km. Le ciclabili seguire sono Loire a Vélo (EV6), la Velodyssée (EV1), Vélocean, Voi5 Bretagne, D176, V42 e la Vélomaritime nell’ultimo tratto fino a Saint Malo. I siti di riferimento: www.levoyageanantes.fr/ a-voir/traversee-moderne-dun-vieux-pays/; www.saint-nazaire-tourisme.it; www.tourisme-rennes.com/fr/decouvrir-rennes/sports/velo-traversee-moderne, www.voyage-embretagne.com. Paulette Bike a Nantes può essere un punto di noleggio bici.

SAINT- NAZAIRE Per arrivare in bici a Saint - Nazaire bisogna attraversare un trafficato ponte alto 60 metri, sconsigliato ai ciclisti. C’è un servizio di bus navetta per passare sulla riva destra dove una città industriale (barche, navi da crociera, aerospaziale) ha preso vita sulla foce della Loira. Partivano da qui i transatlantici verso Centro e Sud America e qualche retaggio resta nel colorato quartiere di fine ’800 delle villette degli armatori chiamato L’Avana. Dal 1941 la guerra insediò qui una base militare tedesca di sottomarini: una colata di cemento senza eguali, inaccessibile, impenetrabile alle bombe. La città ha scelto di non demolirla ma di interpretarla: nella base ci sono sale concerti, spazi per mostre, si visita il sottomarino Espadon del 1957 e si entra all’Escal Atlantic, una ricostruita nave passeggeri (un misto tra il piroscafo Normandie del 1935 e il France del 1960) provando le sensazioni della navigazione transoceanica. Sul mare tre opere del percorso l’Estuaire.

LE PALUDI Sempre in bici una deviazione di alcuni chilometri porta all’interno, al Parco regionale de Brière, la seconda più grande area umida di Francia dopo la Camargue. Al Port de Rozè-Saint Malo de Guersac, dove è anche bello dormire (ci sono capanni da pesca in affitto dotati di ogni confort), un belvedere dà l’idea della vastità della zona, paradiso di chi fotografa volatili. Nell’intrico dei canali si può navigare su barche condotte da guide oppure camminare tra gli specchi d’acqua fino al centro didattico.

LA BAULE Si rientra su Saint-Nazaire e la direzione è La Baule. Saliscendi in bici e si percorre la bella baia su cui si affacciano decine di ville dell’Ottocento, costruite quando da Parigi i benestanti venivano qui in treno a fare talassoterapia, le immersioni (vestiti) nell’acqua di mare.

GUERANDE Da La Baule la meta diventa Guerande, una città medievale ben conservata che ricorda Carcassonne, di campanili, mura e fortezze, ricca anche grazie alle immense saline. Il sale fu l’oro scoperto già dai Romani e oggetto di infinite contese, di assalti ai barconi, di commerci internazionali. Nelle paludi - oggi sezionate in almeno un centinaio di appezzamenti con la canalizzazione dell’acqua oceanica - da giugno a settembre si raccoglie col rastrello manovrato lievemente a pelo d’acqua il primo sale bianco di Guerande, il fiore di sale, custodito nei magazzini chiamati salorges. Le seconda e terza raccolta ovviamente dà sali buoni ma meno nobili. Al complesso Terre de Sel c’è un museo e sono prenotabili visite guidate e assaggi di sale ogni giorno dell’anno.

RENNES L’itinerario prosegue verso Piriac sur Mer e Prenestin, lungo spiagge e falesie colorate d’ocra, e poi rientra attraverso la campagna raggiungendo Redon, un ampio porto fluviale sopra il quale il borgo domina a 360 gradi. È possibile anche rinunciare a questo “gomito” sul mare e proseguire direttamente da La Baule e Redon attraverso l’interno se si vogliono risparmiare chilometri. Dopo Redon la meta diventa Rennes, lungo strade di campagna, paesini fermi nel tempo, prima di arrivare a tutti gli effetti nella capitale bretone...e celtica (una mostra al Musée de la Bretagne fino all’autunno racconta miti e leggende attorno a questo popolo). Da visitare il Parc du Thabor, il Museo di Belle Arti, le opere dei fratelli mosaicisti friulani Odorico che da Sequals portarono qui la loro perizia in età Deco (case, piscina comunale, negozi: c’è un itinerario tematico). A metà del percorso verso Saint- Malo si raggiunge il canale d’Onze Ecluses, a Hédé Bazouges: undici chiuse, una dopo l’altra, tratti navigabili a ritmo lento, in pieno bosco, col fruscio delle cascatelle ad ogni riempimento di vasca. Vale una escursione  il borgo che rischiava lo spopolamento e con i libri si è salvato: è Bécherel, tra i primi Paesi del Libro in Europa. Ha un centro culturale, 11 librerie, una mostra mercato ogni prima domenica del mese.

DINAN È una tappa lunghissima quella da Rennes a Saint Malo. Va divisa dopo Betton in due, magari proprio con sosta a Hédé Bazouges, sul canale; poi certamente uno stop a Dinan. Una città-castello del XIV secolo, tagliata dal fiume Rance, con oltre 110 case a graticcio e un vivacissimo porto fluviale che si allunga quasi all’oceano. Il clima è sempre allegro e disteso, specie lungo la via più caratteristica, rue du Jerzual. Ogni due anni si respira un’atmosfera incredibile: dal 1983 viene organizzata la Fête des remparts e l’orologio del tempo risale fino al Medioevo. Gli abitanti si vestono a tema, si svolgono tornei di cavalleria, si ricreano antichi mercati. Si può poi arrivare a piedi lungo il rialzo stradale a Lehon, un sobborgo che ospita una grandissima abbazia e un altro antico castello medievale. Attraverso Launay, Pleslin e Plouër-sur-Rance ci si avvicina a Saint- Malo e gli ultimi 20 km sono con vista mare.

LA CITTA’ CORSARA Saint-Malo si porta appresso questa etichetta dal Settecento, quando divenne la base dei corsari Duguay-Trouin e Surcouf, autorizzati dal Re. La loro storia si ripercorre nella casa museo la Demeure de Corsaire. Ed è a tutt’oggi capitale della vela e delle traversate transoceaniche. Una città isola, che risale al XII secolo e che si è sempre ritenuta libera, quasi una zona extraterritoriale rispetto ala Francia. Fortificata a più riprese, fu ricostruita perfettamente dopo i bombardamenti americani nella della Seconda guerra mondiale. È la città governata dalle maree, come dimostrano le palificazioni rompi-onda, o l’isola del Grand Bé dove volle essere sepolto François-René de Chateaubriand che si raggiunge solo con la bassa marea. Verso ovest c’è la passeggiata lungo i bastioni; verso est quella verso i quartieri residenziali delle ville esclusive, qualcuna divenuta hotel de charme come l’accogliente Les Charmettes, con ristorante in spiaggia. L’arrivo in bici è spettacolare.

Info: www.saint-nazaire-tourisme.it/

 
Nicoletta Martelletto