Le voci dei malati di Alzheimer diventano ricordi in musica

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Ricorde Duets (Fondazione Zoè)

Soffici tocchi di pianoforte ad increspare il silenzio, mentre un sax suona lontano. Oppure un delicato arpeggio di chitarra, accompagnato dal canto notturno dei grilli. Sono solo alcuni degli arrangiamenti che accompagnano le voci dei malati di Alzheimer nell'opera "Ricorde", realizzata dal collettivo artistico Miscele d'aria factory. L'opera, riprodotta attraverso una serie di cuffie wireless fornite agli spettatori, è stata presentata nella sede della Fondazione Zoé per l'anteprima della rassegna "La mente in salute".

 

L'OPERA. «La canzone come magico momento di riaffioramento del ricordo per persone colpite dalla patologia». Così il musicista Carlo Casillo, componente del collettivo trentino Miscele d'aria factory assieme al light designer e regista Mariano De Tassis, ha descritto il pensiero alla base del progetto "Ricorde". I due promotori dell'iniziativa hanno invitato familiari, parenti e amici di malati di Alzheimer da tutta Italia a registrare, con il telefonino, le voci dei propri cari mentre cantano un brano a loro piacere. Le registrazioni sono poi state inviate via Whatsapp, selezionate e girate a 16 musicisti, chiedendo loro di realizzare un arrangiamento originale. Gli artisti si sono così sbizzarriti dando vita ad un'opera che unisce 21 brani. Si va dalla musica ambient che accompagna brani come "La montanara" e "Firenze", fino ai field recordings (registrazioni di rumori ambientali) per "Bella Rosina"; "La spada nel cuore" non perde il suo piglio beat grazie ad una grintosa chitarra elettrica, mentre "Il ragazzo della via Gluck" si sviluppa su un contagioso ritmo funky e "Rosamunda" è condita da un arrangiamento elettronico Anni '80. Le voci, a volte incerte ma proprio per questo ancora più emozionanti, a volte sono accompagnate da quelle dei familiari o da bambini. La platea di ascoltatori, nella sede della Fondazione Zoé a palazzo Bissari, ha ascoltato in silenzio, con le cuffie wireless, l'intera opera di 27 minuti. Alla fine la tensione si è sciolta in un lungo applauso.

 

IL PROGETTO. Nicolò, Teresella, Antonino, Irma, Francesca, Paola, Giuseppe e Anna, Gabriella, Anna Maria, Caterina, Silvia, Alma, Rosa: sono solo alcuni dei nomi dei malati di Alzheimer che hanno partecipato al progetto. Il titolo "Ricorde" vuole essere una metafora sia del "ricordare" che del toccare le corde dell'emotività grazie a questi brani realizzati con le corde vocali dei protagonisti. E l'iniziativa, composta in sostanza da duetti realizzati a distanza, ha avuto il risultato di suscitare forti emozioni in tutti i partecipanti. Sorprendente come, su 16 musicisti coinvolti, 5 avessero avuto, in famiglia, problematiche legate all'Alzheimer. «Uno dei musicisti coinvolti ha utilizzato un glockenspiel, uno strumento per bambini - racconta il direttore artistico Casillo -, proprio perché la madre, prima di morire di Alzheimer, per lui era diventata come una bambina». «Questo progetto ci ha lasciato uno scrigno di emozioni che utilizzeremo per altre esperienze», si associa De Tassis. Quali potranno essere gli sviluppi del progetto per il futuro? «Abbiamo pensato ad una versione con artisti di fama nazionale, magari con un testimonial - sottolinea Casillo -. Un'altra idea è quella di coinvolgere i giovani, magari attraverso un concorso»

Matteo Carollo