Lo studio

Vaccino anti-Covid, dopo sei mesi gli anticorpi crollano. «Terza dose necessaria per tutti»

Foto EPA/ROLEX DELA PENA
Foto EPA/ROLEX DELA PENA
Foto EPA/ROLEX DELA PENA
Foto EPA/ROLEX DELA PENA

Dopo sei mesi, gli anticorpi prodotti dal vaccino anti Covid-19 inesorabilmente calano e quindi una terza dose è necessaria per tutti. È la raccomandazione che emerge dallo studio appena pubblicato sulla rivista Clinical Chemistry and Laboratory Medicine e condotto da Gian Luca Salvagno, docente di Biochimica clinica dell’Università di Verona, nella clinica Pederzoli di Peschiera del Garda e coordinato da Giuseppe Lippi, presidente della scuola di Medicina e chirurgia dell’ateneo scaligero. La ricerca ha, infatti, evidenziato la necessità di generalizzare la somministrazione della terza dose di vaccino anti-Covid - la cosiddetta «dose booster» - a tutta la popolazione.

Lo studio epidemiologico prospettico ha rivelato come tutti i soggetti vaccinati vadano incontro a fisiologica riduzione dei livelli sierici di anticorpi anti-Sars-CoV-2 a sei mesi dall’ultima dose somministrata del vaccino a mRNA Comirnaty (Pfizer/BioNTech). In molti di essi, soprattutto (ma non soltanto) nei più anziani, si è osservato un calo così accentuato da ridurre considerevolmente l’efficienza della risposta anticorpale al virus. I risultati di questo studio, non solo contribuiscono a giustificare dal punto di vista biologico l’importante aumento dei contagi, e in parte anche dei ricoveri, che si sta osservando nelle ultime settimane, ma rafforza anche la convinzione che sia indispensabile provvedere rapidamente alla somministrazione di dosi aggiuntive di vaccino a tutta la popolazione che ha già completato un ciclo standard di vaccinazione, al fine di ridurre la circolazione del virus e limitarne la ben nota virulenza.