L'INIZIATIVA DEL MINISTRO GIANNINI SEGUE LA RICHIESTA

Test di ingresso a Medicina: si va verso una riforma

Test di ingresso a Medicina:<br />si va verso una </i></b>riforma
Test di ingresso a Medicina:<br />si va verso una </i></b>riforma

"Apprendo con gioia che il Ministro Stefania Giannini ha annunciato di aver dato il via a quanto, in assoluta e totale solitudine, in compagnia solo dei ragazzi dell'Udu e della Rete degli Studenti Medi, ho chiesto e proposto sin dal lontano 2 novembre 2013, cioè l'abolizione del numero chiuso per l'accesso alle Facoltà di Medicina, la cancellazione degli assurdi test d'ingresso stile lotteria, l'istituzione di un momento di severa valutazione sugli esami e sulla qualità dello studio messa in mostra dai ragazzi". Con queste parole, il Presidente Luca Zaia ha commentato la notizia, data dal Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, di aver dato incarico ai tecnici del Ministero di trovare meccanismi di superamento dei test d'ingresso a medicina. "Da novembre 2013 - prosegue il Governatore - ho detto a più riprese che non si possono decidere il futuro e le potenzialità dei ragazzi con dei test-lotteria, creando così una pesante discriminazione nel valore fondamentale della parità di accesso all'istruzione e alimentando solo il mercato privato degli studi all'estero a decine di migliaia di euro l'anno. Il messaggio sembra essere stato recepito e ora attendo fiducioso i fatti". "Se si vuole - conclude il Presidente del Veneto - questa 'riforma' può essere fatta in fretta, in modo che già dal prossimo anno scolastico si possa tornare a valutare il merito e le capacità individuali, che sono gli unici corretti criteri di selezione di uno studente". "Sono profondamente convinta - aveva detto il ministro Giannini intervenendo a Foggia all'inaugurazione del 15° anno accademico dell'Università degli Studi - che la programmazione e il bilanciamento tra i posti disponibili del sistema sanitario, valutato a livello regionale con un sistema modificabile in meglio ma che comunque ha una sua fondatezza, e l'emissione di potenziali medici sia un fattore che ha migliorato enormemente non solo la qualità della didattica delle facoltà di medicina ma anche quel gap drammatico che quelli della mia generazione hanno poi scontato in anni di disoccupazione. Però non sono del tutto convinta che le 60 domande di un test a risposta multipla concentrate nella giornata di prova debbano e possano essere il migliore strumento per misurare questa selezione".
"Ho incaricato il capo dipartimento dell'Università di condurre una relazione attenta sulla cosiddetta modalità francese - ha spiegato il ministro - e cioè un primo anno aperto a tutti gli studenti che vogliono iscriversi, con una selezione rigorosissima".