Sileri: «Vaccino obbligatorio se non copriamo i 2/3 della popolazione»

«Non illudiamoci di uscirne in poche settimane. Per sconfiggere il Covid ci sarà bisogno di un’adesione massiccia al vaccino». Così in un’intervista a La Stampa il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. Rispetto ai dubbi del personale sanitario «metterei in dubbio la qualità
del nostro sistema formativo. Avere dei no vax tra i medici equivale a un fallimento. Al momento - prosegue - non è prevista alcuna obbligatorietà. Se nei prossimi mesi la campagna non dovesse raggiungere i 2/3 della popolazione, allora si dovrebbero prendere delle contromisure. Tra queste, c’è l’obbligatorietà. Ma non è un problema attuale. Sono fiducioso».
Come si spiega che la Germania abbia ottenuto più dosi? «Va fatta luce, se c’è stato un errore nella distribuzione. Comunque, ci sono delle percentuali settimanali destinate a ogni Paese e queste verranno rispettate». Ad aprile arriveremo a 13 milioni di dosi «se tutto va bene. Devono ancora essere approvati i vaccini e ci sono tempi che si potrebbero allungare. Non mi stupirei se questi calcoli venissero corretti strada facendo». Basta il bando per 15 mila operatori? «Sono sufficienti. Poi, quando arriveranno gli altri vaccini, dovremo mettere in campo anche altre figure. In bilancio è previsto un coinvolgimento dei farmacisti, ma anche gli odontoiatri vanno presi in considerazione. Anche a loro dovremmo garantire la vaccinazione». Siamo al sicuro dalla terza ondata? «Temo di no. Il vaccino,
che ha un’efficacia accertata a un mese dalla prima dose, nulla potrà sulla probabilissima recrudescenza che vedremo nei prossimi giorni». Riaperture? «Se in una regione la curva è sotto controllo da settimane, non vedo perché non si debba iniziare a parlare di una graduale riapertura. Compreso l’allungamento progressivo degli orari di bar e ristoranti e l’apertura dei centri commerciali la domenica».

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