DI GRANDE IMPATTO IL PROGETTO DI RIORGANIZZAZIONE DEL

Ospedale di Lonigo polo di eccellenza nella riabilitazione

Sopra: l'ingresso dell'ospedale di Lonigo. In basso: il Direttore Generale dell'ULSS 5 Giuseppe Cenci
Sopra: l'ingresso dell'ospedale di Lonigo. In basso: il Direttore Generale dell'ULSS 5 Giuseppe Cenci

Lonigo entra nella storia moderna della sanità vicentina. Un ospedale che sembrava ormai quasi ai margini diventa un punto di riferimento e assume il ruolo importante e strategico di centro specialistico della riabilitazione a valenza provinciale.
Prima era solo teoria enunciata dalle schede della programmazione regionale, ma ora il compito passa all'Ulss 5, che inizia a trasformare le indicazioni scritte sulla carta in realtà. Per Lonigo e la sua comunità, ma anche per tutta l'area berica, un risultato prestigioso e un trampolino verso il futuro. Per l'Ulss dell'Ovest vicentino un riconoscimento straordinario e una sfida suggestiva. Così il dg Giuseppe Cenci, senza fare proclami, prepara dietro le quinte un progetto di riorganizzazione complessiva del complesso di Lonigo per adeguarlo al modello scelto dalla Regione. La previsione é di ampliare i posti letto dagli attuali 68 ai futuri 110, di cui 30 di lungodegenza e 80 di riabilitazione ortopedica, neurologica, cardio-polmonare e cardiologia con l'obiettivo di creare un polo strutturale e medico in grado di rispondere alla domanda in un settore di attività riabilitativa che attualmente nella provincia di Vicenza non ha una struttura di riferimento. Ed è un progetto di grosso impatto economico.
Spesa. Si calcola una spesa di 5.2 milioni di euro più un costo annuo per il personale da assumere (2 medici, 7 fisioterapisti, 30 fra infermieri e operatori socio-sanitari) di oltre 1 milione 200 mila. La fetta più cospicua di finanziamento, 4,7 milioni, se ne andrà per i lavori di riconversione edilizia, in particolare per provvedere all'adeguamento alla normativa antincendio.
Progetto. Il progetto di riconversione prevede entro il 2015 l'attivazione di 16 posti letto di riabilitazione cardiologica; l'adeguamento dei posti letto di lungodegenza a 30; l'incremento dei posti letto di riabilitazione ortopedica e neurologica con l'obiettivo di 64 posti letto. Il progetto, preparato dal dg Cenci con l'aiuto dei tecnici dell'Ulss, individua, pertanto, tutte le opere e gli strumenti necessari per riconvertire tale struttura secondo gli indirizzi regionali, e si concentra in particolare sulle dotazioni indispensabili per la riabilitazione cardiologica, sull'attivazione di palestre, e sull'acquisizione di attrezzature adeguate al trattamento di recupero funzionale di pazienti con disabilità complessa. Tutto questo con un cronoprogramma per step successivi.
Schede. Nell'ambito dell'Ulss Arzignano e Montecchio sono presidi ospedalieri di rete, Valdagno ospedale nodo di rete con specificità montane, Lonigo ospedale nodo di rete monospecialistico. Le nuove schede di dotazione ospedaliera richiedono non solo un incremento di posti letto rispetto agli attuali, ma soprattutto una sostanziale revisione delle funzioni ora attribuite a ciascun presidio, con una prospettiva a medio e lungo termine. L'Ulss 5 è quindi impegnata a potenziare l'offerta con l'apertura di nuovi reparti e servizi ospedalieri, a ridistribuire e convertire gli odierni posti letto nelle diverse sedi ospedaliere, introducendo anche formule innovative come le aree omogenee multidisciplinari ed i reparti per intensità di cure.
Criticità. I tempi per mettere in atto completamente queste strategie sono, però, condizionati da alcune criticità relative alle risorse umane ed economiche, tra cui gli stretti vincoli di bilancio relativi al costo del personale (che obbligheranno ad adottare anche strategie alternative all'assunzione di personale dipendente, come l'esternalizzazione dei servizi no-core), la cronica carenza di spazi nelle strutture di Arzignano e Montecchio (che sono le sedi più vecchie e concepite per un'organizzazione ospedaliera non più attuale), i costi di ristrutturazione delle sedi di Lonigo e Valdagno (di costruzione più recente e con maggiori possibilità di utilizzo degli spazi ma bisognose di cambiamento d'uso); l'acquisto di strumenti diagnostici-terapeutici adeguati alle nuove esigenze cliniche.
Azioni. Si dovranno, inoltre, intraprendere alcune azioni propedeutiche per attivare processi clinici-organizzativi efficienti, tra cui protocolli di presa in carico congiunti, in una logica di complementarietà, tra i diversi poli ospedalieri intraziendali e tra ospedale e territorio; convenzioni e accordi con le altre Ulss della provincia per l'accoglimento di pazienti, in particolare nelle unità operative riabilitative. Sarà, poi, anche importante fare una rivisitazione dei meccanismi di presa in carico, secondo la logica Hub and Spoke, con altri ospedali provinciali.
Riorganizzazione. In questo panorama si inserisce il processo di riorganizzazione globale del presidio di Lonigo. "La logica con cui è stato pensato questo progetto di adeguamento con il relativo cronoprogramma - spiega il dg Cenci - è quella di effettuare subito una serie di interventi di minimo costo ma che permettano di attivare in tempi brevi le nuove funzioni previste dalle schede ospedaliere, cioè la riabilitazione cardiologica e cardiopolmonare con l' incremento della riabilitazione neurologica e ortopedica, e di programmare con un lasso temporale più ampio i lavori di adeguamento più costosi, tenendo conto delle risorse finanziarie disponibili". Insomma, si procederà gradualmente, facendo un passo alla volta, muovendosi con oculatezza e con uno sguardo attento alla spesa e ai finanziamenti possibili.
Interventi 2014. Ed, ecco, l'ordine degli interventi. Per il primo semestre 2014 si prevede un incremento del numero di letti di riabilitazione di tipo ortopedico-neurologico, e la stipula di accordi e convenzioni con le altre aziende della provincia. Nel secondo semestre 2014 verranno aperti 12 posti-letto di riabilitazione cardio-vascolare e respiratoria. Inoltre, si provvederà all'individuazione e formazione intensiva del personale medico, infermieristico e riabilitativo, alla ristrutturazione degli spazi per la costituzione di palestre ed altre stanze accessorie alla degenza, all'acquisto di strumenti per la riabilitazione (come il sistema di telemetria dei parametri emodinamici e i dispositivi per la rieducazione), alla definizione dei percorsi di continuità assistenziale dei pazienti interni provenienti dai reparti di cardiologia e medicina interna, e alla stipula di altri accordi e convenzioni con le Ulss della provincia.
Interventi 2015. Per il primo semestre 2015 si prevede, poi, l'apertura di altri 123 posti-letto di lungodegenza e riabilitazione ortopedica-neurologica, la conversione dell'attuale area di degenza di medicina interna, l'acquisizione di personale riabilitativo (fisioterapico e logopedico), la revisione dell'attuale sistema di guardia medica ospedaliera, il trasferimento dei posti-letto. di malattie infettive nell'area internistica dei presidi ospedalieri di Arzignano e Valdagno. Infine, nel secondo semestre 2015 si aprirà il nuovo reparto di riabilitazione ortopedico-neurologica, si individueranno e ristruttureranno gli spazi di degenza e i locali accessori per altri 28 posti-letto, e si definirà il fabbisogno di personale, anche alla luce della recente circolare 214 della Regione sui valori minimi assistenziali. Idee chiare, dunque, con la concretezza e la determinazione che in operazioni come questa sono garanzia di risultati. "Non è un'impresa semplice - dice Cenci - ma gli stimoli sono parecchi".