L'ESPERIENZA DEI SERVIZI VETERINARI DELL'ULSS 3 DI BAS

La sicurezza dei prodotti dei caseifici d'alpeggio

La </i></b><b>sicurezza</i></b> dei prodotti<br />dei caseifici d'</i></b><b>alpeggio
La </i></b><b>sicurezza</i></b> dei prodotti<br />dei caseifici d'</i></b><b>alpeggio

Gli alpeggi, aree prative di alta montagna dove, nel periodo estivo, vengono portati e allevati nel periodo estivo gli animali per la produzione di carne e latte, costituiscono da tempo immemorabile una risorsa strategica per la zootecnia alpina e, più in generale, per la montagna. L'attività di pascolamento del bestiame e la produzione di alimenti tradizionali è in stretta sinergia con il territorio in quanto assicura la conservazione dei prati, la valorizzazione del paesaggio montano, la biodiversità animale e vegetale e il mantenimento di attività antropiche in aree marginali.
Attualmente il consumatore manifesta un notevole interesse per i prodotti lattiero caseari, formaggi, burro, ricotta, ecc., ottenuti in alpeggio riconoscendone un valore aggiunto rappresentato da elementi di tipicità, tradizionalità, qualità e un correlato valore economico. Tuttavia, anche detti prodotti, al pari di tutti gli altri prodotti alimentari, devono soddisfare requisiti di sicurezza alimentate codificati dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale.
La Pubblica Amministrazione, tramite i Servizi Veterinari, incardinati nel Dipartimento di Prevenzione delle Aziende USSL, provvede a verificare il rispetto delle norme relative in tutte le attività produttive che si svolgono in alpeggio.
Quale realtà produttiva veneta?
La pratica zootecnica dell'alpeggio, di antica tradizione in tutto l'arco alpino, prevede lo spostamento di bovini, ovini e caprini in pascoli di quota nel periodo estivo alla ricerca di foraggi verdi e temperature più confortevoli per gli animali; di norma il periodo dura circa 100 giorni da giugno a settembre, quando i prati sono privi di neve.
Questa attività, di fondamentale importanza non solo per l'economia dei foraggi in azienda e per il benessere degli animali, ha grande rilevanza dal punto di vista ambientale e paesaggistico, quale baluardo contro il dissesto idrogeologico e contro l'incuria di zone svantaggiate, attraverso un' oculata gestione dei pascoli e dei boschi, secondo antiche usanze o usi civici; è presidio sociale in quanto, seppur non con logica dei grandi numeri, preservando attività umane, contribuisce a limitare il fenomeno dell'abbandono; inoltre, non si deve trascurare nemmeno il significato culturale di queste pratiche agricole tradizionali: è una riserva di valori e saperi legati alla tradizione e all'identità di un territorio.
Dal punto di vista zootecnico le "malghe" sono intese come unità fondiarie silvo-pastorali, di superficie superiore ai 10 ettari, dotate di adeguate infrastrutture, costituite di pascolo, prato pascolo e talvolta bosco, in cui sono ubicati ricoveri per il personale, per il bestiame e locali per la lavorazione del latte e per la conservazione del prodotto finito ad utilizzo temporaneo come sopra definito (rapporto statistico regionale 2010).
Il termine alpeggio è usato talvolta quale sinonimo come risulta dalla Dgrv 3761/2008 "Applicazione della registrazione e del riconoscimento previste dal Pacchetto Igiene alle strutture di caseificazione in alpeggio"; mentre, nell'uso comune, per malga, si intendono solo le strutture adibite, al ricovero del bestiame, ad abitazione per le persone e la "casara", cioè i locali dove avviene la lavorazione del formaggio.