Da qui a giugno

La proposta dell'immunologa Viola: «Lockdown di una settimana, una volta al mese»

L’immunologa padovana Antonella Viola
L’immunologa padovana Antonella Viola

«La situazione sta precipitando un po' ovunque, ma non serve un lockdown generale. Bisognerebbe intervenire in maniera mirata a seconda della situazione epidemiologica, della disponibilità di letti in terapia intensiva e della capacità di fare tamponi». Lo ha detto Antonella Viola, ordinaria di immunologia all’Università di Padova, intervenendo a "24Mattino" su Radio 24.

«La mia proposta - ha aggiunto - è un lockdown programmato, ad esempio una settimana al mese, poi decide il Cts come e quando, così si sa in anticipo e possiamo organizzarci da qui a giugno, e il resto delle tre settimane possiamo avere una vita regolare sempre rispettando le regole».

Per Viola infine l’ipotesi di tenere solo i settantenni a casa «ha poco senso, non risolverebbe i problemi perché l’età media dei ricoverati è bassa e chi va al pronto soccorso, vero problema adesso, è ogni fascia di età». 

 

Anche il virologo dell’Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco si dice favorevole all'ipotesi avanzata da Viola di lockdown programmati, con cadenza periodica, che potrebbero aiutare il sistema a "tirare il fiato": «Un andamento periodico ben venga, è un elemento da tenere in conto, modulandolo in modo rapido rispetto all’evoluzione della situazione». «Questa patologia sarà con noi a lungo - ha detto Pregliasco - e quindi sarà importante abbassare la quota dei casi» per «riuscire a recuperare il contact tracing e contenere i contagi». A fronte di questo, la proposta di lockdown periodici è «un po' come si faceva con la pentola a pressione, ogni tanto si faceva sfiatare il vapore» per ridurre la pressione all’interno. Il lockdown selettivo per età, invece, che permetterebbe di tenere lontani gli over 70 dal rischio di infezione, per Pregliasco «non è la soluzione», ma serve «un’attenzione generalizzata a ridurre il contagio».