Salute e Benessere

Gimbe: «Meno casi fino a metà maggio, poi possibile crescita dei contagi»

Gimbe:  «Serve la massima collaborazione dei cittadini per non compromettere la stagione estiva»
Gimbe: «Serve la massima collaborazione dei cittadini per non compromettere la stagione estiva»

Gli effetti di un’ Italia rosso-arancione si protrarranno almeno sino alla metà di maggio: di conseguenza nelle prossime settimane continueranno a scendere i nuovi casi e a ridursi la pressione sugli ospedali. Ma il progressivo ritorno al giallo determinerà «inevitabilmente» una risalita della curva dei contagi, «da un lato mitigata dalla ridotta probabilità di contagio all’aperto per l’aumento delle temperature che riduce l’effetto aerosol, dall’altro alimentata
dall’aumento dei contatti sociali e, soprattutto, dal mancato rispetto delle regole». È la stima della Fondazione Gimbe alla luce delle prossime aperture.

In ogni caso, non è possibile in tempi brevi ridurre l’incidenza
settimanale dei nuovi casi al di sotto di 50 casi per 100.000
abitanti, soglia massima per poter riprendere un tracciamento efficace, abbandonato da tempo e mai potenziato dalle Regioni, spiega all’Ansa il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta. «Sul fronte vaccinazioni è realistico mettere in sicurezza over 70 e fragili entro l’inizio dell’estate. Questo avrà un impatto rilevante su ospedalizzazioni e decessi, ma non sulla circolazione del virus che richiede di mantenere tutte le misure individuali, come ribadito dal presidente Draghi».

 

«Le riaperture sono una “decisione politica sul filo del rasoio, ma inevitabile. Serve la massima collaborazione dei cittadini per non compromettere la stagione estiva», evitando il “liberi tutti” per non arrivare ad una nuova impennata dei casi» dichiara Cartabellotta.