Salute & Benessere

Un cuore umano in 3D per aiutare i chirurghi ad operare i più piccoli

Prende forma l’idea del cardiochirurgo Frigiola, che punta a una scuola in grado di formare nuovi medici provenienti da tutti i Paesi del mondo

È un progetto mondiale. Parte da Vicenza. È firmato da Alessandro Frigiola. E potrebbe rivoluzionare il mondo della cardiochirurgia pediatrica. Si tratta di una scuola per formare nuovi chirurghi di tutti i Paesi in grado di operare al cuore dei bambini e di correggere con il bisturi anche le patologie più insidiose.

Una scuola per insegnare le tecniche operatorie

È una scuola che non c’è, che Frigiola ha sempre sognato di aprire e che ora comincia a vedere il futuro. Per poterla lanciare mancavano gli strumenti di lavoro indispensabili per la didattica, per insegnare e far apprendere le tecniche operatorie, simulando gli interventi e chiamando gli allievi a sperimentarli su modelli che riproducessero con precisione assoluta il cuore umano in 3D e le anomalie possibili. Adesso questo ostacolo sta per essere superato.

Un prototipo di cuore 3D è già approntato

Alcune aziende vicentine hanno già approntato un prototipo e stanno lavorando per consegnare quello definitivo. È stato lo stesso cardiochirurgo vicentino ad annunciare il lancio di una scuola, che non avrebbe uguali, dalla scena del teatro Olimpico nel corso della cerimonia a lui dedicata e organizzata martedì 13 settembre da Alessandro Belluscio, consulente assicurativo di una delle maggiori agenzie venete di UnipolSai, Gian Pietro Bergamin presidente della Bibetech azienda leader nella realizzazione di prodotti di materia plastica, e Daniele Muha amministratore delegato della Several Insurance Broker. È un progetto - ha spiegato Frigiola - che stanno inseguendo in tutto il mondo.

«Stampare in 3D un cuore all’esterno è semplice, ma nessuno finora è mai riuscito a farlo all’interno con la patologia del bambino. Ora, però, grazie ad alcune aziende del Vicentino, siamo riusciti a creare un prototipo con la valvola incorporata. Rimane solo da superare un ostacolo. Il materiale non è quello ideale, è fragile, e allora bisogna lavorare con gli ingegneri per trovarne uno che sia più resistente. Sotto l’aspetto anatomico ci siamo. Dobbiamo trovare il materiale adatto, gomma, silicone, resina, che si presti alle nostre esigenze».

Una scuola con la firma vicentina

La scuola avrà un sigillo interamente vicentino. Fondatore e padre un cardiochirurgo come Frigiola, nato e legatissimo a Vicenza, un dottor Manson moderno, che con la sua associazione “Bambini cardiopatici del mondo” fondata nel 1993 ha salvato migliaia di vite, ha operato in 27 Paesi fra Europa, Africa, Medio Oriente, India, Sud America, ha eseguito 3.660 interventi e 15.400 diagnosi su neonati e ragazzi poverissimi e privi di qualsiasi assistenza, e ha distribuito 339 borse di studio per formare specialisti di 21 nazionalità. I modelli in 3D verranno stampati da aziende beriche. E i fondi per finanziare e rendere possibile il progetto verranno da una raccolta iniziata già nella serata al teatro Olimpico gremitissimo fra i vicentini presenti alla cerimonia.

«In questa scuola farò venire giovani medici soprattutto dai Paesi del terzo mondo per provare su quel modello di cuore una, dieci, cento volte, l’intervento da eseguire in sala operatoria - ha detto Frigiola - potranno così imparare in concreto ciò che nessuno insegna o che comunque non riescono a fare. Potranno sperimentare le tecniche sul primo prototipo completo di cuore in 3D e abbinato al nome di Vicenza. Siamo in dirittura di arrivo e forse arriveremo al traguardo prima degli altri».

Insomma un’altra impresa da concludere, un’altra montagna da scalare per il medico coraggioso che non si arrende mai, e che a 79 anni mantiene lo stesso entusiasmo di sempre, che lotta per chi ha di meno ma ha il diritto come gli altri di essere curato, e che ama formare altri specialisti perché seguano le sue orme.

«Ho sempre sentito - ha raccontato il medico - la necessità di aiutare chi non ha la possibilità di essere assistito, e mi sentirei inutile se non trasferissi agli altri tutto quello che ho imparato e so fare». Dinanzi da combattere ci sono le malattie cardiovascolari destinate nei prossimi anni ad aumentare in misura esponenziale e ad essere sempre più la prima causa di morte in uno scenario in cui il 75 per cento della popolazione mondiale non ha accesso alla cardiochirurgia perché mancano strutture e medici. «Per questo – ha osservato Frigiola - occorre creare centri in cui formare medici che riescano poi ad operare nei loro Paesi».

Franco Pepe