Salute e benessere

È allergico al vaccino contro il Covid ma si fa inoculare in ospedale a Mestre la dose "frazionata"

È allergico al vaccino contro il Covid ma nonostante ciò, grazie ad una tecnica specifica, è riuscito a fare l’inoculazione con i sanitari dell’ospedale all’Angelo di Mestre. Imad Rouita è il protagonista della vicenda: si è affidato all’Ulss 3 Serenissima per la "vaccinazione frazionata".

«Mi sono affidato alla scienza - dice Imad -, e ora quei miei amici che non si sono vaccinati per paura, pur essendo invece idonei, ci stanno ripensando». L’uomo ha deciso di immunizzarsi sotto osservazione all’Angelo: il primo ospedale del Nordest ad aver già vaccinato in ambito protetto due soggetti, uno è appunto Imad, allergici all’eccipiente del vaccino.

Nessuno dei due pazienti ha riscontrato effetti collaterali, grazie alla tecnica della «vaccinazione frazionata» ovvero con inoculazioni progressive. Tra pochi giorni sarà il turno di un terzo paziente risultato positivo all’allergene presente nel vaccino, che ha insistito per procedere comunque alla vaccinazione sotto osservazione.

Nella "vaccinazione frazionata" ogni dose viene divisa in tre iniezioni somministrate in ambito ospedaliero a distanza di 20 minuti l’una dall’altra. Il paziente resta poi in osservazione per un’ora. L’efficacia è uguale, ma la tollerabilità è molto più alta.

 

 

È stata l’Ulss 3 Serenissima a rendere nota la storia di Imad, il quale voleva il vaccino a tutti i costi. «Siamo sicuramente i primi del Triveneto a proporla a chi ha l’allergia alle componenti del vaccino. Non abbiamo sentito parlare finora di cose simili, nemmeno in altre parti d’Italia» commenta l’unita sanitaria veneziana.

Imad Rouita è 27enne che lavora come sviluppatore informatico. Si era presentato al centro vaccinale di Mirano (Venezia) il 23 luglio per la prima dose. Durante l’anamnesi ha riferito al medico di aver avuto in passato una reazione allergica ad un lassativo contenente il Peg. Il medico gli ha quindi consigliato di vedere prima uno specialista per verificare la presenza e l’intensità dell’allergia. «E così ho fatto - ricorda Imad -. Sono andato dal medico di base e poi alla visita allergologica. Mi sono poi recato all’Angelo e il dottor Andrea Zancanaro, allergologo, dopo il test, mi ha diagnosticato l’allergia al Peg. Non mi rassegnavo: io voglio vaccinarmi dottore, gli ho detto. Lui mi ha proposto la vaccinazione frazionata».

Il 23 agosto il giovane si è sottoposto alla prima dose di Pfizer al pronto soccorso dell’ospedale, divisa in tre iniezioni. «Nessuna reazione, nessun fastidio» sottolinea. Due settimane fa ha fatto il richiamo dell’immunizzazione, ancora una volta frazionata in tre parti. «Anche qui, nessun disturbo - dice -. Sono grato ai medici e alla scienza. Grazie a loro anche io sono protetto. Non sono stato forzato da nessuno, anzi. I miei amici mi dicevano di no, i miei genitori di sì, i medici mi hanno lasciato libero. Io volevo farmi subito il vaccino. Poi il pericolo di una reazione allergica mi ha per un attimo intimorito». «Però con il monitoraggio fatto qui - conclude -, ero sicuro che non mi sarebbe successo niente. Ai no vax e agli indecisi dico: vi ho dimostrato che le vostre paure sono infondate. Vale davvero la pena rischiare di non proteggersi?»