Lo studio

Che rapporto c'è tra tumore e Covid? Analisi made in Veneto

L'analisi del Registro tumori si è basata su oltre 84mila tamponi (foto Ansa)
L'analisi del Registro tumori si è basata su oltre 84mila tamponi (foto Ansa)

Che rapporto c'è tra tumore e Covid? La risposta arriva dal Registro tumori del Veneto che nei giorni scorsi, peraltro, è divenuto il primo in Italia a ottenere la certificazione di qualità Iso 9001:2015. È stato recentemente pubblicato su una rivista internazionale uno studio che analizza il rapporto tra infezione Sars-CoV-2 e tumori. Dalle analisi, effettuate su 84.246 veneti sottoposti a tampone per la ricerca virus (febbraio - marzo 2020), è emerso che il rischio di infezione nei pazienti oncologici è simile a quello della popolazione che non ha contratto la infezione. Nei pazienti oncologici Sars-CoV-2-positivi è sensibilmente maggiore il rischio di complicanze (ricoveri e decessi). Questi eventi negativi sono risultati più frequenti nei pazienti con diagnosi di tumore più recente (negli ultimi due anni), ma rispetto alla popolazione generale il rischio è rimasto più elevato anche in quelli con una diagnosi più lontana nel tempo».

Intanto, dal Registro tumori è stato analizzato l'anno 2017 e ne sono stati resi i risultati in occasione della Giornata mondiale contro il cancro che si è tenuta la scorsa settimana. Nel corso del 2017 sono stati registrati 30.918 casi. «I tumori maligni sono più frequenti nel sesso maschile - spiegano -:16.168 casi contro i 14.750 nelle donne». Fino ai 49 anni per i maschi al primo posto c'è il melanoma, poi li cancro al testicolo e la tiroide. Per le donne al primo posto nell'incidenza c'è il cancro alla mammella seguita poi a quello della tiroide e ai melanomi. In quelle successive si registrano per gli uomini il tumore alla proposta, colon e polmone. E per le donne sempre mammella, poi colon retto e polmone.

Sulla certificazione ottenuta dal Registro tumori, il presidente del Veneto, Luca Zaia, commenta: «È un grande risultato per il quale ringraziamo il direttore scientifico Massimo Rugge e tutto il suo staff che ha condotto, e continuerà a condurre, un lavoro prezioso, perché raccogliere, conoscere, aggregare e valutare i numeri e le tipologie delle neoplasie che colpiscono i veneti e le venete, è fondamentale sia per programmare le azioni via via da attuare, sia per aiutare i clinici a definire cure sempre più incisive. Il Registro è un fiore all'occhiello di tutta la sanità veneta e nazionale e il lavoro sulla correlazione tra cancro e Covid ne è una dimostrazione lampante».