Il caso

Vaccino Johnson&Johnson, gli Usa chiedono la sospensione. L'azienda ritarda il lancio in Europa

Il vaccino Johnson & Johnson (foto EPA/TIMOTHY D. EASLEY)
Il vaccino Johnson & Johnson (foto EPA/TIMOTHY D. EASLEY)

AGGIORNAMENTO ORE 20 - La sospensione del vaccino Johnson&Johnson sarà probabilmente una questione di giorni. Lo affermano il Cdc e la Fda, le autorità sanitarie americane.

La Food and Drug Administration e i Centers for Disease Control smetteranno infatti di usare il vaccino nei siti federali e solleciteranno gli Stati a fare lo stesso in attesa delle indagini sui problemi di sicurezza. La sospensione è legata a sei casi negli Stati Uniti che hanno sviluppato una malattia rara che coinvolge coaguli di sangue nelle due settimane successive alla  vaccinazione. Intanto la Johnson & Johnson, che ha consegnato oggi le sue dosi di vaccino anti-Covid anche in Europa, precisa di aver deciso di «ritardare il lancio» del proprio farmaco nel Vecchio Continente, «in un'ottica di trasparenza e in attesa delle valutazioni delle autorità sanitarie europee».  «Stiamo rivedendo questi casi con le autorità europee e abbiamo deciso in via proattiva di ritardare le consegne all'Europa», osserva Johnson&Johnson.

Il comitato per la sicurezza dell'Agenzia europea dei medicinali sta indagando «dalla scorsa settimana» su tutte le segnalazioni di eventi embolici nelle persone che hanno ricevuto il vaccino Covid-19 Johnson&Johnson. Lo scrive l'Ema in una nota. «Al momento - prosegue Ema - non è chiaro se esista un'associazione causale». L'Agenzia è in contatto con la Fda statunitense e altri regolatori internazionali e «comunicherà ulteriormente una volta conclusa la valutazione».

Prende tempo il ministro della Salute, Roberto Speranza: «Valuteremo nei prossimi giorni, appena Ema e gli Usa ci daranno notizie più definitive, quale sarà la strada migliore ma io penso che anche questo vaccino dovrà essere utilizzato perché è un vaccino importante. Le Regioni - ha poi sottolineato - devono stare a questa impostazione perché chi è più anziano rischia di perdere la vita». 

 

ORE 14 - Sono 184mila le dosi del vaccino Janssen della Johnson & Johnson arrivate oggi all'hub nazionale della Difesa di Pratica di Mare. Si tratta del primo lotto del vaccino statunitense che giunge in Italia. Lo comunica la struttura per l'emergenza Covid coordinata dal commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo. «Nella tarda serata di ieri - prosegue l'ente - sono state inoltre consegnate circa 175mila dosi di vaccino Vaxzevria. I due arrivi sono parte dei 4,2 milioni di dosi che giungeranno in Italia nel periodo 15-22 aprile, che -  assieme a quelle nelle disponibilità delle Regioni - contribuiranno in modo significativo al raggiungimento del target della campagna a livello nazionale». L'arrivo e lo stoccaggio dei vaccini presso l'hub nazionale di Pratica di Mare è gestito dal Comando operativo di vertice interforze nell'ambito dell'operazione Eos. Il vaccino Janssen è il quarto approvato dalle autorità sanitarie nazionali, dopo Pfizer, Moderna e Vaxzevria. 

 

Intanto però le autorità federali sanitarie americane hanno chiesto l'immediato stop dell'uso del vaccino Johnson & Johnson dopo che si sono registrati 6 casi di coaguli nel sangue a due settimane dal vaccino. Si tratta in tutti i casi di donne tra i 18 ed i 48 anni. Una donna è morta ed un'altra è ricoverata in gravi condizioni in Nebraska. Lo riporta il New York Times. «Oggi la Food & Drug Administration e i Cdc hanno diffuso una dichiarazione riguardo al vaccino Johnson&Johnson» si legge in una dichiarazione pubblicata oggi dalla Fda, l'agenzia che autorizza i farmaci negli Usa, su Twitter. «Come misura precauzionale, raccomandiamo una pausa dell'uso del vaccino», conclude il tweet in cui si annuncia una conferenza stampa per oggi alle 10, le 16 in Italia. Quasi sette milioni di persone sono state immunizzate con il vaccino che prevede una sola dose, ed altre nove milioni di dose sono state esportate all'estero, secondo i dati del Cdc.

La sospensione è già operativa nei centri federali, mentre i singoli Stati potrebbero, in teoria, decidere altrimenti.

 

Dopo la frenata negli Stati Uniti, alle 16 è stata convocata una riunione al ministero della Salute a Roma per fare il punto insieme all'Agenzia del farmaco. Sulla vicenda Johnson & Johnson spiega che «al momento nessun nesso causale chiaro è stato stabilito fra i rari eventi tromboembolici segnalati e il vaccino anti Covid di Janssen».