Dacia

Spring, l'auto low cost ora è anche a batteria

Arriva la primavera e l'elettrico diventa accessibile a tutti. Dacia lancia la sfida nel settore delle auto a zero emissioni con Spring, la sua prima vettura a batterie e low cost, come da tradizione della casa del gruppo Renault. Si tratta di una compatta, da città, ma che si dà arie da crossover. Il prezzo? Parte da 19.900 euro ma che si abbassa fino a 9.460 euro sfruttando le detrazioni dell'ecobonus in caso di rottamazione. Le prime consegne sono previste per settembre. Al lancio il costruttore ha previsto un'offerta finanziaria dedicata, con un tasso di interesse ancora più vantaggioso sulla versione Comfort Plus, «cuore» della gamma. Sono previste anche le versioni Business, dedicata al noleggio e la Cargo che arriverà all'inizio del 2022 e che essendo omologata N1 offrirà, grazie all'assenza dei sedili posteriori, un volume utile pari a 1.100 litri e capacità di carico di 325 chilogrammi, ideale per gli artigiani e le consegne dell'ultimo miglio.

Grazie ad un design fresco e moderno e linee incisive che danno un senso di robustezza, con ampi passaruota, barre da tetto, rinforzo del sottoscocca anteriore e maggiore altezza libera dal suolo che arriva a 15 centimetri, la Spring ha tutti i connotati di uno sport utility urbano spazioso con ampia abitabilità ma che grazie a soli 3,73 metri di lunghezza sa muoversi con agilità nel traffico delle città.

La moderna calandra anteriore è chiusa senza prese d'aria, come da tradizione delle elettriche, con al centro lo sportellino di ricarica che si apre dall'abitacolo. Dal punto di vista tecnico la vettura può contare su un motore da 44 cavalli che trasferisce il moto alle ruote anteriori: con la funzione Eco la potenza viene limitata a 31 cavalli che consente di ridurre il consumo di energia, privilegiando l'autonomia. Il propulsore è alimentato da batterie di 26,8 kWh, garantite otto anni o 120mila chilometri. L'autonomia dichiarata è di 230 chilometri - nel ciclo combinato Wltp - che salgono a 305 nel ciclo urbano. La frenata rigenerativa permanente recupera energia ogni volta che si solleva il pedale dell'acceleratore. Indipendentemente dalle circostanze, l'autonomia può essere migliorata fino al nove per cento semplicemente premendo il pulsante Eco sulla console centrale.

Per fare il «pieno» alla batteria, collegandosi ad un impianto elettrico domestico da 2,3 kWh, servono circa 14 ore, mentre se ci si affida ad una colonnina da 30 kW, in meno di un'ora gli accumulatori si rigenerano da zero fino all'ottanta per cento.

Emanuele Zanini