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SiriusGame, il gioco hi-tech che permette di imparare il latino divertendosi

SiriusGame, il videogioco per imparare il latino
SiriusGame, il videogioco per imparare il latino
SiriusGame, il videogioco per imparare il latino
SiriusGame, il videogioco per imparare il latino

Sui banchi di scuola ci ha dovuto sbattere un bel po’ la testa, prima di farsi entrare tutte quelle declinazioni latine, desinenze di verbi greci e traduzioni da Cicerone a Plutarco. Poi, su un'isola mediterranea, la “folgorazione”. Un’esperienza di lavoro a un festival sul dramma greco antico le fa scoprire la bellezza di quel mondo da tutta un’altra angolazione. E le materie umanistiche diventano non solo la sua più grande passione, ma una vera missione. È da qui, dalla storia della veronese Laura Cesaro che nasce SiriusGame, prima piattaforma gamificata per l’insegnamento e apprendimento del latino nelle scuole secondarie di secondo grado italiane. Cresciuta in Valpolicella, Cesaro consegue una laurea triennale in Lettere Classiche a Pisa e post laurea in Educazione alla Cittadinanza Globale (Londra), per poi specializzarsi in Technoloy Innovation and Education all’Università di Harvard, nel cui Innovation Lab sviluppa appunto la sua idea. «Dopo aver cambiato due licei, convinta che il problema fossi io, mi ripromisi che da grande avrei cercato una soluzione per rendere lo studio delle lettere, e in generale delle materie classiche, meno faticoso per tutti», racconta. «A 17 anni, in un caffè di Cipro, lo scrissi anche su un fazzolettino che ancora conservo: “la cultura classica è troppo affascinante per rimanere nella conoscenza di pochi”».

Dieci anni dopo l’occasione. «Ad Harvard mi sono appassionata all’Ed Tech e cucendo tutti i fili delle mie esperienze formative, nel 2020, con altri due colleghi, ho iniziato a sviluppare la prima versione di SiriusGame. Il test in 25 classi d’Italia ci ha dato subito risultati positivi, che ora stiamo mettendo a frutto con lo sviluppo della app completa, disponibile già da questa estate». Il meccanismo è quello del gioco e della sfida. Gli studenti vengono coinvolti in attività ludiche che ne rafforzano la curiosità, la creatività, e quindi la conoscenza. «L’apprendimento è infatti un processo complesso, e variabile da persona a persona. Ecco perché è importante diversificare gli strumenti didattici», sostiene Cesaro, che ha così escogitato un metodo “democratico” e personalizzabile, in grado di far partire tutti dallo stesso piano. «Attraverso esercizi digitali, e tour virtuali nei luoghi del Mediterraneo, ma anche meme, podcast, tutto ciò che afferisce al linguaggio delle nuove generazioni, «ciascuno trova il suo iter di apprendimento ideale, condivisibile con docenti e compagni. Tutti parte della stessa community»

 

Francesca Saglimbeni