Festival del Futuro - Prima giornata

«Costruire e anticipare il futuro, le sfide dell'impresa e della società»

All'evento organizzato da Gruppo Athesis, Harvard Business Review Italia ed Eccellenze d’Impresa, oltre 60 relatori da tutto il mondo a confronto su temi globali (guerra, energia, giovani, lavoro e clima). I promotori: «Analisi ma anche soluzioni e visioni»

Rivivi la diretta

 

Si è concluso il primo giorno del Festival del Futuro, iniziativa promossa dal Gruppo Athesis, Harvard Business Review Italia ed Eccellenze d’Impresa, con oltre 60 relatori da tutto il mondo a confronto su temi globali come guerra, energia, giovani, lavoro e clima.

Una prima giornata partita con i saluti iniziali da parte delle autorità, introdotte da Matteo Montan, ad del Gruppo Athesis, ed Enrico Sassoon, chairman e direttore responsabile Harvard Business Review Italia. Sul palco il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, il prorettore dell'ateneo scaligero, Roberto Giacobazzi, e il presidente di Confindustria Verona, Raffaele Boscaini. Tutti loro hanno sottolineato l'importanza di guardare al futuro in termini di opportunità e non di timore, di cominciare a lavorare subito per costruire un mondo nuovo futuro. Costruire e immaginare.

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Si è poi passati all'intervento di Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili del Governo Draghi, che ha sottolineato come l'Europa sia «un esperimento di cui parlerà la storia perché è l'unica che ha cercato di costruire attraverso processi di pace». Imperativo per Giovannini è «costruire e anticipare». 

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Lo scenario presente, con la guerra in Ucraina, è stato invece il tema della tavola rotonda di oggi pomeriggio. Come uscire dalla situazione, il ruolo dell'Europa e quali saranno i rapporti con la Russia una volta che il conflitto sarà terminato. Un dibattito avvincente tra esperti di geopolitica e geoeconomia come Antonio Parenti, Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea; Alessandra Lanza, Senior Partner, Prometeia; Antonio Villafranca, Direttore della Ricerca, ISPI; Danilo Taino, Editorialista, Il Corriere della Sera; Roberto Menotti, Senior Advisor International Activities, Aspen Institute Italia.  Matteo Villa, Senior Research Fellow e Head del DataLab, ISPI.

Infine l'intervento di Agostino Santoni, vice presidente per il digitale di Confindustria Verona che ha parlato  delle sfide per l'industria italiana con un orizzonte temporale definito al 2030.

L'appuntamento è quindi a domani, venerdì 25 novembre, con tantissimi altri relatori e temi complessi e affascinanti, tutti con uno sguardo rigorosamente rivolto al futuro. Per partecipare in presenza al Festival del Futuro è necessario iscriversi dal sito www.festivaldelfuturo.eu. Sul sito è possibile consultare i dettagli del programma ma anche seguire i lavori in live streaming, che è disponibile anche sui siti delle testate Athesis - larena.it, ilgiornaledivicenza.it e bresciaoggi.it - e relative pagine Facebook, oltre che su ansa.it.

Qui di seguito un sunto della diretta di oggi.

 

I saluti iniziali

Introdotto dalla giornalista Paola Buizza  (Bresciaoggi) sul palco della quarta edizione del Festival del Futuro, sale per primo Enrico Sassoon, direttore responsabile di Harvard Business Review Italia, chairman della rassegna e Matteo Montan, Ceo del Gruppo Athesis. 

Matteo Montan: «Credo che la chiave della territorialità sia soluzione per il futuro, abbiamo creato questo format quattro anni fa per dare a questo territorio uno stimolo di riflessione, messaggi importanti. Un territorio che ha unicità non esce indenne da questa situazione che ci ha travolto tutti ma che ha l'occasione di uscirne come modello di sviluppo».

Zaia: «Fondamentale avere una visione positiva del futuro»

Il presidente della Regione Luca Zaia, intervistato da Montan affronta il tema del futuro ricordando il titolo del suo ultimo libro "I pessimisti non fanno fortuna" e spiega: «Ho scelto questo titolo per dare un segnale ai giovani, è pensato soprattutto per loro. Il futuro non ci deve fare paura, è fondamentale che si affronti con una visione positiva perché il futuro è cambiamento. Ha più bisogno uno che ha avuto e non ha più: il futuro ci pone in questa condizione, ogni cambiamento ci mette nella condizione di rischiare di non avere più e per questo siamo sempre refrattari». 

«Intel in Veneto e a Verona, centra molto con futuro e nuove generazioni. Itel è una cosa vera, mia idea la candidatura, qui, se saremo scelti, ci saranno 3mila occupati, un grande investimento perché saremo la nuova Silicon Valley con tutto quello che vi girerà intorno»

Tommasi: «Verona futura? Quella dove ognuno si sente a casa sua»

Interviene anche Damiano Tommasi: «Il mio timore di padre è spesso quello di tarpare le ali ai giovani parlando di futuro con il mio realismo. Non dobbiamo chiudere loro le porte, è compito della nostra città di tenerle tutte aperte, di aprire quelle chiuse e di cercare le chiavi di quelle chiuse da tempo»

E aggiunge: «Idea di Verona futura? Stamattina eravamo a JOb&Orienta e abbiamo fatto una atti fuggi a Verona perché... Verona è dove sono e penso a un futuro della città dove chiunque si senta a casa sua, che i diritti siano di tutti, dove ciascuno possa realizzare i propri sogni. Creare quelle condizioni che sono l'articolo 3 della nostra costituzione, dare a tutti le stesse opportunità e possibilità».

Roberto Giacobazzi, prorettore dell'università degli studi interviene sottolineando tutta la sua fiducia nei giovani e auspicandosi che Verona diventi davvero la nuova Silicon Valley.

Boscaini: «Il futuro? Non programmato ma immaginato»

Raffaele Boscaini, presidente di Confindustria Verona, sostiene: «Mi ha colpito quello che detto Zaia sul futuro, tuttavia io più che dire come costruire il futuro, mi viene in mente di suggerire un metodo di immaginare il futuro. Mi viene in mente una parola inglese "forsight", significa immaginare non con i dati di adesso che sono statici, ma con l'immaginazione. Questa secondo me è il metodo migliore per affrontare il futuro»

 

Enrico Giovannini: «Bisogna costruire e anticipare le sfide future»

Il ministro delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili del Governo Draghi, Enrico Giovannini, interviene nella sessione dal titolo «Anticipare e costruire il nostro futuro»: «Nostro? Nostro di chi. Siamo arrivati a 8 miliardi di persone quello che si era previsto 50 anni fa. Un rapporto che fu criticato e bollato come visione catastrofista. L'Europa è un esperimento di cui parlerà la storia perché è l'unica che ha cercato di costruire attraverso processi di pace. Bisogna costruire e anticipare. Costruire come? Mettendo insieme risorse e persone, scambiando persone con saperi diversi, un insieme per trovare soluzioni diverse. Possiamo anticipare il futuro, non possiamo prevederlo, ma possiamo costruirlo. Ci stiamo preparando a questo? Io temo di no».

 

I nuovi assetti geopolitici e geoeconomici dopo la guerra in Ucraina 

FdF2022 - I nuovi assetti geopolitici e geoeconomici dopo la guerra in Ucraina

(In collaborazione con Commissione europea e ISPI)

Tavola rotonda con  Antonio Parenti, Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea; Alessandra Lanza, Senior Partner, Prometeia; Antonio Villafranca, Direttore della Ricerca, ISPI; Danilo Taino, Editorialista, Il Corriere della Sera; Roberto Menotti, Senior Advisor International Activities, Aspen Institute Italia.  Matteo Villa, Senior Research Fellow e Head del DataLab, ISPI. Enrico Sassoon, Direttore responsabile Harvard Business Review Italia (chairman) introduce l'argomento con la novità, ovvero la «decisione storicamente improbabile dell'Unione Europea di dichiarare la Russia un Paese terrorista, una decisione che normalmente non prende, direi più americana»

Antonio Parenti: «Nessuno ha aperto le braccia all'invasore russo, ora il problema è terminare questa situazione e arrivare a una soluzione di pace, meglio sarebbe  con una situazione negoziale. Ma in quel momento si aprirà una discussione sulle nostre relazioni  future con la Russia. E credo che ci sarà un convitato di pietra che è l'attuale dirigenza la cui permanenza resterà un fattore ostativo al miglioramento delle nostre relazioni».

Alessandra Lanza, Senior Partner, Prometeia, sostiene: «Penso che il ponga un tema di equilibri tra paesi democratici e non democratici, di paesi di cui ci si può fidare e altri non ci si può fidare. Penso che gli equilibri cambieranno molto, ma ridisegnare le catene del valore globali, per come si sono sviluppati dai primi anni di globalizzazione a oggi è un processo molto complicato

Danilo Taino, editorialista, Il Corriere della Sera spiega: «Sono nove mesi da quando è iniziata la guerra in Ucraina e si pensava che la Russia avrebbe vinto, oggi non è così, di danni Putin ne può fare ancora tantissimi. Ma l'invasione è fallita. Il fatto che la Russia abbia perso non significa che qualcuno abbia vinto. Stabilire chi abbia vinto dipenderà da come finirà e fino a che punto gli  ucraini riusciranno a cacciare i russi dal proprio territorio rispetto ai confini tracciati nel 2014. Dal punto di vista diplomatico si è stabilito che questa non è un'era di guerra, lo ha detto persino la Cina che qualche mese fa dichiarava amicizia senza limiti alla Russia. Io quindi sono ottimista»

Roberto Menotti, Senior Advisor International Activities, Aspen Institute Italia. «Credo che abbiamo sottovalutato la capacità delle democrazie liberali di mercato di questi sistemi politici economici di cambiare la situazione sul campo, intervenendo dall'esterno. Un segnale specifico. E credo che come nel caso della pandemia,  in cui la capacità di reazione dell'Europa ha permesso di superare meglio rispetto alla stessa Cina, anche nel caso delle conseguenze della guerra l'Europa saprà far fronte al meglio.

Matteo Villa, Senior Research Fellow e Head del DataLab, ISPI: «L'Europa, di fronte alla scarsità dei vaccini ha fatto fronte comune e ha diviso in maniera equa le scorte. Con la crisi energetica possiamo fare una cosa simile, ma di gas ce ne saranno sempre meno. Cosa possiamo fare? Ciascun Paese corre ai ripari, la Germania sta costruendo sei gassificatori. Ma la prima crisi diplomatica che c'è, e scorre sotto traccia, è quella tra Germania e Paesi Bassi che non vogliono riprendere l'estrazione di gas dell'enorme giacimento di Groningen. Da lì arriva una prima grande frattura che provoca conseguenze fortissime. »

 

Orizzonte 2030: le sfide per l’industria italiana

FdF2022 - Agostino Santoni, Vice Presidente per il digitale, Confindustria

Keynote speaker: Agostino Santoni, Vice Presidente per il digitale, Confindustria

Santoni: «Il futuro a me ricorda alcune parole chiave da parte delle imprese visione strategia, imprenditorialità, rischio imprenditoriale, strategia industriale, cultura delle imprese. Non voglio parlare del 2030 ma del presente per essere pronti nel 2030. C'è quindi la necessità di garantire l'accesso alle tecnologie digitali a tutti i cittadini e alle imprese e poi c'è il tema della sostenibilità perché digitalizzare le reti di distribuzione dell'energia elettrica, dell'acqua, del gas significa rendere efficiente questa distribuzione

 

Giorgia Cozzolino

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