Festival del futuro

Giacobazzi: «Il futuro è ricerca scientifica e digitalizzazione. E l'ateneo di Verona è pronto»

Il prorettore dell'università degli studi di Verona interviene al Festival del Futuro
Roberto Giacobazzi, prorettore dell'università degli studi di Verona, al Festival del Futuro con Matteo Montan
Roberto Giacobazzi, prorettore dell'università degli studi di Verona, al Festival del Futuro con Matteo Montan
Festival del Futuro 2022 - Giacobazzi

Roberto Giacobazzi, prorettore dell'università degli studi di Verona, interviene sottolineando tutta la sua fiducia nei giovani e auspicandosi che Verona diventi davvero la nuova Silicon Valley. «Per accorgersi dell'importanza di qualcosa bisogna che ci sia una slavina o qualcosa di grave che ci faccia capire l'importanza del territorio per la ricerca è stato questo: la pandemia ha riportato alla ribalta varie tematiche trascurate».

E precisa: «L'investimento in ricerca scientifica, in particolare nelle biotecnologie, è stato determinante per uscire dalla pandemia: noi ne siamo usciti, la Cina no. Ma anche il digitale, negli anni abbiamo accumulato un ritardo nonostante in Italia si formino informatici dal 1969 (da trent'anni a Verona) eppure non c'era ancora quella percezione dell'importanza della digitalizzazione della società. Ora c'è e non bastano gli studenti che formiamo, non bastano i nostri laureati. Gli studenti stanno già muovendosi nel mercato del lavoro, un mercato in velocissima espansione che va supportato».

«Intel? È una grande sfida che io da informatico, da 25 anni qui a Verona, trovo meravigliosa. La possibilità di realizzare nel veronese una Silicon Valley che vuol dire imprese ad altissima tecnologia, ma significa anche università. Verona c'è e ci vuole essere e giocare questa partita al massimo»