A Verona il 16 e 17 novembre

Un affascinante viaggio nel futuro, alla portata di tutti

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Enrico Sassoon
Enrico Sassoon
Enrico Sassoon
Enrico Sassoon

Una volta si guardava la boccia di cristallo, o le interiora degli animali, o anche i fondi del caffè. Vedere il futuro è da sempre un’esigenza dell’uomo, per scorgere l’ora della propria dipartita o sapere se il raccolto andrà bene, o per sperare in un po’ di fortuna nel lavoro, nel gioco o nell’amore. Prevedere il futuro, però, è impossibile. Perché allora il Festival del Futuro (Verona, 16 e 17 novembre)?

 

Perché se vedere ciò che accadrà con totale certezza è un’illusione, costruire scenari futuri sulla base delle migliori informazioni possibili è invece non solo fattibile, ma estremamente utile, che si tratti dell’economia, della finanza, della demografia, della tecnologia, della scienza o del cambiamento climatico. Occorre farlo in modo serio e competente e verificare ex-post la coerenza tra quanto si è previsto e ciò che accade nei fatti. Ma a queste condizioni guardare avanti non è più un azzardo o una speranza, ma una scienza probabilistica, una buona guida per vivere e operare. Dunque, il Festival del futuro, che in otto sessioni di lavoro affronterà gli scenari in tutte le aree sopradescritte con il contributo di esperti di tutte le discipline.

 

Per esempio, gli scenari del cambiamento climatico verranno descritti da Enrico Giovannini, già ministro del Lavoro e oggi presidente dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, e da Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia. Quelli della tecnologia e dell’intelligenza artificiale da esperti dell’Istituto Italiano di Tecnologia e dei Politecnici di Milano e di Torino. Lo sguardo sull’economia del XXI secolo verrà proposto da importanti economisti della Bocconi, della Cattolica di Milano e da Oxford Economics. E il futuro dell’aging, cioè dell’allungamento della vita in un quadro di esplosione demografica, dai migliori esperti dell’Università di Verona e di aziende farmaceutiche impegnate nel campo.

 

Altre sessioni riguarderanno argomenti fondamentali come il futuro della nutrizione, le prospettive della scienza, il rapporto uomo-macchina, i temi etici connessi all’uso della rete e dei social media. Insomma, un affascinante viaggio a 360 gradi tra tutte le questioni importanti per ognuno di noi, che si tratti della vita quotidiana o del lavoro. Un viaggio che può essere intrapreso da chiunque, giovani e meno giovani, donne e uomini, studenti e professionisti. Il Festival del Futuro si basa su anni di studi nell’ambito del Progetto Macrotrends di Harvard Business Review Italia, cui collaborano i migliori esperti di tutte le discipline. Ed è utile sapere che una copia dello studio 2019-2020 verrà consegnata in omaggio a tutti i partecipanti al Festival. 

Enrico Sassoon (direttore responsabile di Harvard Business Review Italia)