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Il dossier

Truffe e raggiri, come difendersi dalle trappole on line e telefoniche

di Andrea Mason
A cadere nel tranello spesso sono anziani. Ma la fantasia dei malviventi è sempre al passo dei tempi

Avviso ai naviganti. L’ultima truffa messa a segno ieri l’altro ammonterebbe a circa quattro milioni di euro. A cadere nel tranello un’anziana ereditiera, che appartiene alla famiglia Caproni, imprenditori aeronautici lombardi. I truffatori, secondo quanto riferito dalla Polizia di Stato, che indaga sul caso, hanno telefonato alla donna, di 88 anni, affermando che il figlio aveva avuto un incidente automobilistico, che per motivi di colpa viabilistica era stato arrestato, e che servivano 12.500 euro per una liberazione su cauzione (fattispecie molto nota nell’immaginario collettivo per film e serie tv Usa ma che non è prevista nell’ordinamento giuridico italiano). I malviventi si sono quindi presentati in casa dell’anziana donna facendosi consegnare soldi, ori e una preziosa collezione numismatica.

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L’ultima campagna di phishing

La trappola sfrutta il presunto accredito di un rimborso da parte dell’Agenzia delle Entrate. In questo caso l’allerta arriva direttamente dal sito della Polizia Postale. «La comunicazione, ricevuta tramite email, induce la vittima a inviare i dati della sua carta di credito per consentire l’emissione di un presunto rimborso». Ma non è così: «L’Agenzia delle Entrate, così come qualunque altro Ente, non invia mai comunicazioni di posta elettronica contenenti allegati da scaricare o link cliccabili, né richiede mai dati personali e bancari tramite email o sms», precisa la Polizia postale.

Criminalità informatica

La pandemia da Covid-19 ha portato un considerevole aumento della criminalità informatica. Se il fenomeno più grave in relazione alle vittime è sicuramente la pedopornografia, non c’è dubbio che il numero più consistente di violazioni riguardi le truffe online, che, come di consueto, hanno aggiornato il modus operandi prendendo spunto dall’attualità.

Falsi bonus, vaccini e imposte

Le frodi negli acquisti recentemente si sono avvalse, per esempio, di falsi annunci concernenti medicine e vaccini, prodotti per l’igiene o kit per effettuare test del virus. Sono apparse anche email apparentemente inviate da un ministero che annunciavano contributi a fondo perduto da riscuotere, bonus o sospensione di imposte che rimandavano all’indirizzo internet di un sito clone. Naturalmente non sono mancate in rete le beneficenze truffa a tema coronavirus.

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Acquisti e promesse “romantiche“

Sulla cresta dell’onda le frodi negli acquisti (lo straniero che mette vendita a prezzi notevolmente vantaggiosi oggetti che puntualmente non arriveranno a domicilio o si riveleranno, nella migliore delle ipotesi, di pessima qualità), o ancora, le truffe “romantiche”, anche esse in aumento. Qui si sfrutta il fisiologico bisogno di relazionarsi, espresso più o meno consapevolmente dalla vittima, che viene spinta, attraverso una narrazione convincente, a prestare aiuto (quasi sempre economico) per asserite difficoltà personali – ad esempio per un parente malato – facendo leva sul rapporto di fiducia stabilito. 
Meno frequenti, invece, le email che annunciano la vincita di una somma ingente ad una lotteria poco conosciuta, di solito in un paese straniero. Naturalmente dopo il primo contatto viene chiesto di pagare una piccola somma per “rilasciare” le vincite, da versare su un conto personale estero.

Organizzazione benefiche inesistenti

Occhio alle truffe compiute da coloro che fingono di appartenere a un’organizzazione benefica, sollecitando donazioni fraudolente; potremmo far rientrare in questa tipologia – per l’uso di intestazione diplomatica o ministeriale – anche un vero e proprio cult della truffa, quello del principe nigeriano o truffa nigeriana.
Ci sono anche frodi più sofisticate: richiedono acquisizione di informazioni attraverso accessi abusivi a banche dati, tecniche di phishing (utilizzano un messaggio che, riferendo problemi di registrazione o sicurezza, invita a fornire i propri dati di accesso al servizio riservati, di solito rimandando, con un link, ad un sito web solo apparentemente dell’istituto bancario), vishing (attraverso il telefono: voice phishing) o smishing (in questo caso sono utilizzati SMS).
Le tecniche talvolta si sommano tra di loro e il recente ripetersi di operazioni di Polizia in questo settore fa comprendere che il post pandemia sta consolidando l’aumento di queste violazioni.

Paga e non sarai denunciato

Di recente stanno arrivando false email, apparentemente provenienti da Uffici di Polizia, contenenti una presunta citazione in tribunale. Il documento informa il destinatario della comunicazione di essere indagato per reati di pedopornografia e lo invita a fornire giustificazioni entro 72 ore. Per evitare di incorrere nelle sanzioni viene proposto il pagamento di una somma di denaro. La mail appare credibile, per quanto ad un’attenta lettura sia decisamente “taroccata“. La firma sull’ampolloso documento è di Lamberto Giannini, indoicato come capo della polizia e direttore generale della Pubblica Security in collaborazione con Catherine De Bolle, direttore di Europol e Capo della Brigata Protezione Minori. L’avviso parla di un «invio del mandato poco dopo un sequestro informatico dell’infiltrazione informatica per informarti che sei soggetto di diversi procedimenti legali in vigore». Questi i presunti capi d’imputazione: pornografia infantile, pedofilia, esibizionismo, cyberpornografia, offesa alla decenza.

Occhio al "pacco"

Sono sempre più frequenti i casi di utenti che ricevono messaggi truffaldini con cui vengono invitati a verificare lo stato della spedizione di un pacco in arrivo. Nel messaggio è contenuto un link che reindirizza l’utente su un sito clone su cui gli viene chiesto di inserire dati personali e bancari per sbloccare una consegna. 
I consigli. Se si è in attesa di una consegna è necessario verificare lo stato della spedizione esclusivamente attraverso il sito su cui si ha effettuato l’ordine e, nel caso di dubbi. Se si è certi di non aver effettuato alcun ordine, il consiglio è di ignorare il messaggio ricevuto e di cancellarlo. È importante in ogni caso, non inserire mai dati personali e bancari, specialmente se si viene reindirizzati su un sito dopo aver cliccato su un link contenuto in un messaggio ricevuto.

Consigli anti frode

Il sito della Polizia postale è perentorio nei consigli anti frode. «Se ricevi un sms o una e-mail sospetta non fornire alcun dato personale, non aprire gli allegati, non cliccare su link eventualmente presenti ed elimina immediatamente il messaggio».
Per info: www.commissariatodips.it

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