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Proposta di legge piano lupi: regole tedesche come modello con protezione della specie

Lupo non più intoccabile, «e se caccia animali domestici è giusto che anche lui sia cacciato», dice il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, che su questo presupposto ha costruito una proposta di legge statale, firmata con i colleghi Roberto Ciambetti e Nicola Finco, rispettivamente presidente e vice dell’assemblea di Palazzo Ferro-Fini, da far approvare dal Consiglio regionale e proporre al Parlamento nazionale «per il contenimento del lupo ove comporti gravi danni all’allevamento». 

La proposta ricalca una legge votata in maniera trasversale dal Parlamento federale tedesco e alla quale hanno dato sostegno anche i vertici delle associazioni ambientaliste, «perché quando ad alimentare il lupo sono animali allevati, non c’è più nulla di naturale», avverte Valdegamberi. La proposta di legge è formulata in tre articoli che definiscono i termini entro cui operare come previsto dall' articolo 16 della direttiva europea Habitat (92/43 del 21 maggio 1992). Questa infatti prevede che per animali come il lupo, per i quali è vietata la cattura e l'uccisione, possa esserci una deroga, «a condizione che non esista un'altra soluzione valida e che la deroga non pregiudichi il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente, delle popolazioni della specie interessata nella sua area di ripartizione naturale» e questo anche «per prevenire gravi danni, segnatamente alle colture, all'allevamento, ai boschi, al patrimonio ittico e alle acque e ad altre forme di proprietà».

«I tedeschi hanno trovato un punto di equilibrio fra le esigenze di protezione della specie selvatica e le autorizzazioni in deroga. In pratica, visto il successo delle politiche comunitarie e nazionali di conservazione, per cui il lupo oggi non può dirsi in pericolo di estinzione, si può prevedere di intervenire per la salvaguardia delle attività di allevamento specificatamente in montagna», osserva Valdegamberi.

Le autorizzazioni al prelevamento saranno di competenza delle Regioni o delle Province autonome, comunicate al ministero dell'Ambiente e messe in atto da soggetti abilitati al controllo della fauna selvatica. L'articolo 2 prende in considerazione il fenomeno degli ibridi (incroci di lupo e cane) con prelievo, cattura ed eventuale uccisione «a fronte degli esiti della valutazione morfologica o genetica». L’ultimo articolo, infine, è una clausola di invarianza finanziaria di questa legge, senza maggiori oneri per la finanza pubblica.

«La proposta sarà inviata a tutte le Regioni e Provincie autonome perché la facciano propria e la propongano al Parlamento e sarà messa anche sotto forma di delibera da approvare da tutti i Comuni italiani che lo vorranno», fa sapere Valdegamberi. Possibilità di successo? «Se la deroga è passata in Germania non vedo perché non possa esserlo in Italia. La proposta ricalca la traduzione di quella tedesca, con minimi adattamenti al nostro contesto giuridico, È l’ultimo tentativo, ma se non passerà, possiamo abbassare il sipario per sempre su questa questione», conclude. 

 

Vittorio Zambaldo