Amici di Noè

Contro gli avvelenamenti degli animali arriva l'app anti-esche

Anche nella nostra provincia non sono mancati episodi negli ultimi mesi: nasce così una mappa che coinvolge tutto il territorio nazionale
Piazzare esche avvelenate è un atto davvero crudele e violento
Piazzare esche avvelenate è un atto davvero crudele e violento
Piazzare esche avvelenate è un atto davvero crudele e violento
Piazzare esche avvelenate è un atto davvero crudele e violento

«Bocconi Avvelenati» dice basta agli avvelenamenti di animali sia domestici che selvatici. L’applicazione realizzata e fortemente voluta dal Ministero della Salute e dal Centro di referenza nazionale per la medicina veterinaria forense è disponibile per tutti (sia su Android che su IOs) i quali possono segnalare la presenza di esche o bocconi sospetti.

Anche nella nostra provincia non sono mancati casi negli ultimi mesi, e quindi per chi volesse fare segnalazioni ora c’è uno strumento utile. Inoltre sul portale dell’Istituto zooprofilattico nazionale (avvelenamenti.izslt.it) è presente la mappa del territorio con i ritrovamenti caricati e viene aggiornata ogni notte.

Importante la georeferenziazione dell'esca

Una piattaforma che fornisce ai cittadini non solo il controllo della propria area di residenza ma anche di quella in cui potrebbero recarsi, ad esempio per delle gite o per le vacanze. La App in fase di registrazione richiede che chi segnala sia rintracciabile al fine di evitare segnalazioni false. Inoltre permette di caricare a sistema la foto dell’esca e soprattutto di georeferenziare la segnalazione.

Questa infatti è la più importante novità che fa scattare nell’immediato l’allerta ai servizi veterinari, al sindaco e successivamente ai nuclei cinofili dei Carabinieri che potranno ispezionare la zona. Un ottimo sistema di prevenzione e controllo del territorio nato per far fronte agli innumerevoli casi di avvelenamento. Solo nel 2021 infatti sono stati segnalati in Italia 4.434 nuovi casi di animali avvelenati da esche, una media di 12 esemplari uccisi al giorno.

La georeferenziazione è il punto focale dell’applicazione in quanto permette un dispiegamento mirato e razionale delle forze dell’ordine e dei controlli. Esistono infatti aree in cui gli avvelenamenti sono costanti e non diretto ad una specie animale in particolare. Il problema dei bocconi avvelenati infatti non è nuovo e, nonostante dal 1976 ne sia stato proibito l’uso sul territorio nazionale, i casi sono all’ordine del giorno.

Si tratta infatti di attività criminali e di veri e propri «serial killer« che vogliono colpire i proprietari o le persone che si occupano degli animali. Non a caso infatti spesso si assiste a colonie feline decimate oppure al vicino di casa a cui il nuovo amico a quattro zampe non andava troppo a genio. La visibilità del fenomeno e il controllo attivo dei cittadini diventano dunque fondamentali per la lotta contro l’avvelenamento dei pet.

Un problema di sanità pubblica

Un pericolo inoltre che, si legge sul sito del Ministero della Salute: «è un problema di sanità e incolumità pubblica in quanto, oltre a rappresentare un rischio per gli animali domestici e selvatici, comprese le specie in via d’estinzione, costituisce un grave pericolo per l’ambiente e per l’uomo, in particolare per le categorie più a rischio quali i bambini. Spesso la disseminazione incontrollata di esche e sostanze tossiche è utilizzata, soprattutto in alcune aree del Paese e in alcuni periodi dell’anno, come strumento doloso per uccidere animali vaganti».

La battaglia contro gli avvelenamenti si vede ora rafforzarsi, grazie proprio all’app Bocconi Avvelenati. La nuova app è stata da poco presentata e renderà ancora più attiva l’attività delle forze dell’ordine in materia di controllo e prevenzione. Nella speranza che atti insensati e violenti come questi arrivino presto al termine.

Giada Ferrari