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Lago di Garda, è morto il cigno ferito da un’elica. Vana la corsa per salvargli la vita

Soccorso dai passanti alla spiaggia del porto, aveva tagli al collo e fratture ad un'ala
Il cigno ferito. Aveva tagli sul collo e fratture ad un'ala
Il cigno ferito. Aveva tagli sul collo e fratture ad un'ala
Il cigno ferito. Aveva tagli sul collo e fratture ad un'ala
Il cigno ferito. Aveva tagli sul collo e fratture ad un'ala

Aggiornamento mercoledì 4 ottobre

È morto il cigno di Moniga rimasto ferito, probabilmente a causa dell'elica di una barca , domenica primo ottobre: era stato soccorso dai passanti e dalla Polizia provinciale. Aveva riportato gravi lesioni al collo, oltre alla frattura di un'ala: affidato per le prime cure alla clinica veterinaria di Cunettone, lunedì sera era stato trasferito al Cras di Valpredina, il Centro di recupero animali selvatici gestito dal Wwf.

Fino al triste epilogo: «Il cigno reale in questi anni si sta diffondendo anche in ambiti non abituali – spiega Matteo Mauri, responsabile del Cras – e per questo continuiamo a ripeterlo: non attirate o date da mangiare ai cigni, soprattutto in zone frequentate come spiagge e porti. Questo per evitare la domesticazione, ovvero l'abitudine degli animali di avvicinarsi all'uomo che può mettere a repentaglio la loro e la nostra sicurezza».

 

***

 

Martedì 3 ottobre

È arrivato lunedì sera al Cras di Valpredina il cigno ferito, probabilmente dalle eliche del motore di un motoscafo, che è stato soccorso domenica pomeriggio al porto di Moniga da alcuni passanti, tra cui Deborah Moccia che ha costantemente aggiornato i canali social di quanto stava succedendo, e poi affidato il cigno alla custodia della Polizia provinciale.

L'animale in giornata è stato trasportato alla clinica veterinaria di Cunettone, dove è stato sottoposto alle prime cure e (buona notizia) ha passato la notte arrivando vivo all’alba, anche se malmesso per la severità delle sue condizioni: presentava tagli e sanguinamenti, oltre a essere in stato di shock, tanto che dai suoi soccorritori si è lasciato prendere senza poter fuggire od opporre resistenza, come l’istinto gli avrebbe dettato in condizioni normali.

Lunedì pomeriggio il cigno ferito ha proseguito il suo viaggio fino al Cras bergamasco, il Centro recupero animali selvatici gestito dal Wwf, dove verrà curato e in seguito, se e quando sarà tornato in condizione per riprendere autonomamente la sua vita selvatica, rimesso in libertà.

Recuperato dalla spiaggia di fronte al porto di Moniga, il cigno è stato letteralmente raccolto e preso di peso in riva al lago e poi trasferito in clinica: qui è stato sedato e i veterinari gli hanno suturato il collo, che era tutto scoperto a causa delle ferite riportate. Durante gli esami delle sue condizioni, gli è stata riscontrata anche la frattura delle ossa di un'ala. L'ipotesi più credibile è che possa essere stato ferito dall'elica del motore di una barca, ma serviranno ulteriori accertamenti: intanto i prossimi giorni saranno decisivi per la sua sopravvivenza. 

Alessandro Gatta

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