«Quel disturbo dei cani vale 200 mila euro»

GRUMOLO DELLE A. La richiesta danni in un processo contro il titolare di un allevamento. L'abbaiare dei rottweiler al centro di un braccio di ferro giudiziario
Un esemplare di rottweiler
Un esemplare di rottweiler

L'abbaiare dei suoi cani rischia di costargli carissimo. Sì, perchè i vicini gli chiedono 200 mila euro di danni dopo essersi costituiti parte civile al processo.
Il pubblico dibattimento a carico di Nicola Cuomo, 50 anni, residente a Grumolo delle Abbadesse in via Rasega, è iniziato nei giorni scorsi davanti al giudice Pachera. L'imputato è accusato di disturbo del riposo e delle occupazioni delle persone. Assistito dagli avv. Stefano Peron e Alessia Facco, Cuomo si difende con forza dalle accuse tanto da essersi opposto ad un decreto penale da 10 mila euro del pubblico ministero Gava per far valere le sue ragioni in aula. Fieramente contrapposte sono invece le ragioni dello scrittore Giuseppe Bertoli, che è assistito dall'avv. Stefania De Meo.
Motivo del contendere quello che da Bertoli è ritenuto un allevamento di rottweiler, con le gabbie situate al confine tra le due proprietà; una situazione che si trascina da anni e diventata «insostenibile», per il rumore. Negli ultimi mesi, si erano susseguiti numerosi sopralluoghi compiuti dalle autorità competenti - in particolare dagli agenti del consorzio di polizia locale di Torri di Quartesolo ma anche dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria - che avevano scritto poi in procura. Su indicazione del magistrato, erano state compiute verifiche mirate sulle strutture, fra cui il campo di addestramento dotato di quattro fari a stelo per l'illuminazione, oltre alle autorizzazioni per l'allevamento (quella dell'Ulss e quella amministrativa come è previsto dal regolamento comunale).
«Sono un allevatore amatoriale e non ho mai superato i parametri», ha sempre precisato Cuomo, che fra l'altro è delegato regionale del Rottweiler Club Italiano. Concetti ribaditi anche sul proprio sito internet: «Le regole che mi impongo le definirei garanzie di allevamento: fare poche cucciolate, mirate al miglioramento della razza e non ad una pura speculazione».

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