01 giugno 2020

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22.03.2020 Tags: Italia , fabbriche chiuse , aperti alimentari , farmacie , edicole

Fabbriche chiuse
Edicole e farmacie
aperte domenica

Il provvedimento (dpcm) con le nuove misure restrittive annunciate dal premier Giuseppe Conte entrerà in vigore da domani lunedì 23 marzo e durerà almeno fino al 3 aprile.

Per conoscere l’elenco di ciò che sarà aperto e chiuso occorrerà attendere che venga messo nero su bianco il decreto.

 

La ratio è quella indicata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nell'annuncio fatto ieri a tarda serata (sabato 21 marzo) sulla nuova stretta alle attività produttive ritenute non necessarie: «rallentiamo il motore dell'italia ma non lo fermiamo». 

 

Restano aperti e continuano ad operare:

(nelle domeniche del 22 e 29 marzo la Regione Veneto ha disposto l’obbligo di abbassare le saracinesche per supermercati e le rivendite di alimentari e bevande, autorizza l'apertura solo per edicole, farmacie e parafarmacie)

 

- negozi di alimentari e farmacie

- giornali, servizi d'informazione, edicole e tabaccai

- esercizi legati a sanità, difesa e istruzione

- i servizi di assistenza sociale residenziale e non residenziale

- il trasporto ferroviario di passeggeri (interurbano)

- il trasporto ferroviario di merci

- il trasporto terrestre di passeggeri in aree urbane e suburbane

- i taxi e gli ncc

- gli autotrasportatori

- il trasporto marittimo e quello aereo

 

Restano attive anche tutte le filiere ritenute essenziali, e quindi legate:

 

- al settore alimentare

- farmaceutico e biomedicale

- trasporti.

- industria delle bevande

- industrie alimentari

- filiera agro-alimentare e zootecnica

- industria tessile solo legata strettamente agli indumenti di lavoro (escluso, quindi l'abbigliamento)

- produzioni gomma, materie plastiche e prodotti chimici

- fabbricazione della carta

- raffinerie petrolifere

- attività legate all'idraulica, all'installazione di impianti elettrici, di riscaldamento o di condizionatori

- fabbricazione di forniture mediche e dentistiche.

 

E, come attività legate ai servizi essenziali, restano attive anche:

 

- riparazioni della strumentistica utilizzata nella filiera alimentare, farmaceutica o dei trasporti.

- gestione fognaria e quella della raccolta dei rifiuti, oltre alle attività bancarie, postali, assicurative e finanziarie

-  servizi veterinari

- call center

- servizi di vigilanza privata

- attività di pulizia e lavaggio delle aree pubbliche. 

 

Il premier è consapevole  che «l'emergenza sanitaria si sta tramutando in emergenza economica», ma - assicura - «lo Stato c'è e interverrà con misure straordinarie per ripartire quanto prima».

L'attesa è quindi per un decreto, previsto per inizio aprile, che dovrebbe stanziare almeno parte di quelle risorse, vitali per sostenere lavoratori e imprese, e non previste nel decreto del 17 marzo scorso, il "Cura Italia".

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