Veneto

Zaia, lavori per mezzo miliardo
ad un anno da tempesta Vaia

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Vaia, la ricostruzione in Veneto un anno dopo la tempesta

È un’opera di ricostruzione imponente quella che il Veneto è riuscito a mettere in campo nei 12 mesi trascorsi dalla tempesta Vaia, che esattamente in questi giorni nel 2018 ha flagellato i paesi di montagna e le foreste della regione. Al 30 settembre scorso erano circa un migliaio i contratti stipulati, per un totale di 1746 cantieri, corrispondenti ad un importo di lavori che supera i 467 milioni e 910 mila euro. I dati sono stati forniti oggi dal governatore Luca Zaia, nel suo ruolo di commissario delegato per il superamento dell’emergenza. Con Zaia, a fare il punto della situazione, a Palazzo Balbi, sede della giunta veneta, c’erano il responsabile della Protezione Civile, Angelo Borrelli - «è stata la tempesta più grande nel Paese dopo l’alluvione del 1966» ha ricordato - e il capo dei Vigili del Fuoco, Fabio Dattilo.

 

«Il lavoro che avete fatto - ha detto Borrelli - è stato eccezionale, ma mi auguro che ci siano norme più facili e snelle per fare prevenzione e ripristinare le situazioni dopo le emergenze». «Abbiamo provato qui - ha affermato invece Dattilo - il sistema di protezione civile previsto dalla legge: una palestra che vorremmo in tutta Italia». «Essere commissario per questo disastro - ha commentato Zaia - porta un sacco di responsabilità. Ma il risultato che abbiamo raggiunto è stato possibile grazie al complesso lavoro di squadra. La mia scelta è stata quella di responsabilizzare il territorio, nominando 160 soggetti attuatori, tra cui 115 sindaci. Siamo così riusciti a portare a termine molte sfide: dalla viabilità al dissesto idrogeologico, al tema dei boschi. Ricordo infatti che il 90% del legname è stato venduto e la pulizia dei boschi sarà pressochè totale entro fine 2020». 

 

Zaia ha ringraziato in particolare le popolazioni colpite: «Ho trovato silenzio, dignità, determinazione e positività: una lezione che abbiamo dato all’Italia intera». La prima tranche del miliardo promesso dal Governo in tre anni è stata dunque esaurita in tempi record. Tra le somme a disposizione, anche gli 814.000 euro derivanti dagli sms solidali e i 4 milioni e 300 mila euro versati in banca, destinati alla messa in sicurezza e al rifacimento dei Serrai di Sottoguda, patrimonio Unesco, nell’area della Marmolada. «La prossima sfida - ha sottolineato il direttore di Arpav, Nicola Dell’Acqua - è ora legata ai 68 milioni del Fondo solidale europeo, che ancora non abbiamo in cassa ma dobbiamo spendere in 18 mesi».