In attesa delle decisioni del governo

Luca Zaia: «In Veneto niente lockdown, ma un'ordinanza restrittiva è pronta»

La diretta del governatore Luca Zaia
La diretta del governatore Luca Zaia

 

 

 

Luca Zaia in diretta dal centro di Protezione civile di Marghera per l'aggiornamento quotidiano emergenza coronavirus.

 

DPCM. «Oggi confronto con il Governo. Non abbiamo ben capito se per discutere nuove misure in arrivo, se ci sarà un provvedimento nazionale. Noi non stiamo meditando lockdown o altre misure pesanti, abbiamo un'ordinanza con misure ma aspettiamo di capire cosa voglia fare Roma. Credo che sia importante monitorare la situazione». 

«Il vero tema è quello di stabilire dei protocolli rispettosi della cura dei cittadini valutando il fatto che ogni regione ha una storia a sé. Qui non valutiamo il lockdown. Ho, invece, pronta una ordinanza, ma vedremo se i nostri punti saranno recepiti dal Governo ed eventualmente la firmerò».

«Non si può morire di virus per tenere tutto aperto, ma non si può morire di fame per combattere il virus. Scelte di natura sanitaria e di natura economica non sono mai state prese in considerazione nei dpcm».

 

ANCHE I GIOVANI SI AMMALANO. «Vediamo un abbassarsi dell'età media dei positivi: i giovani si stanno ammalando, siamo passati dai 65 anni di marzo ai 40-45 anni di oggi. Abbiamo giovani con un'alta carica di virus, ma se guardiamo il dato epidemiologico nonostante questo l'alta carica non si traduce in positivi sintomatici. Ma questo dato va osservato, potrebbe smentirsi in futuro».

 

SCUOLE. «Se faremo un'ordinanza vi informeremo, ovvio che una delle leve potrebbe essere la didattica a distanza. Ho visto che il Friuli ha fatto un intervento in questo senso ma non faremo blitz. Non resterei sorpreso se il Governo adottasse questi provvedimenti questo fine settimana, ma staremo a vedere».

 

MEDICI POSITIVI. «Abbiamo ad oggi lo 0.7% di infezioni negli ospedali, compresi amministrativi. Si è un po' mossa la curva, sono 496 i positivi e noi siamo preoccupati per la salute dei nostri dottori. Se chi si occupa delle cure si infetta è finita. Ogni sette giorni facciamo il tampone a tutti i medici in prima linea e ogni 20 giorni a tutto il resto dell'ospedale».

 

PORTARE LA MASCHERINA. Zaia ricorda ancora una volta l'importanza delle mascherine«Inostri ospedali hanno un totale di un migliaio di terapie intensive e circa 7mila posti letto, se non fermiamo il numero delle persone che va in ospedale dovremo cominciare a chiudere servizi ospedalieri per affrontare l'emergenza covid. Quindi al di là del fatto che si è abbassata la percentuale di mortalità, che le cure sono migliori rispetto a marzo, è essenziale proteggersi con la mascherina.»

 

RAPPORTO TAMPONI POSITIVI. «Trovo strano che nessuno faccia un'analisi comparando i dati di marzo con quelli di oggi, confrontando il numero di tamponi e numero di positivi. Il 22 marzo (giornata peggiore) avevamo 412 positivi e 2.703 tamponi fatti (i positivi erano il 15,2% sui tamponi fatti), il 21 ottobre abbiamo avuto 1.553 positivi trovati su 20.181 tamponi fatti (molecolari), ossia il 7%. Oggi abbiamo la metà dei positivi rispetto ai tamponi e oggi rispetto a marzo abbiamo anche meno carico di terapie intensive, vale a dire la metà dei positivi di marzo. Non vogliamo creare nuove narrazioni, ma dobbiamo guardare i dati per creare una giusta strategia».

 

TAMPONI, TEST RAPIDI E IN AUTOSOMMINISTRAZIONE. «Abbiamo 14 microbiologie e 2 centri per i tamponi, più i tamponi rapidi. Ora dobbiamo pensare al test in autosomministrazione, sul quale stiamo lavorando, sul quale il mondo sta lavorando. Ne esistono già. Ma se noi riusciamo a validare i test rapidi nel giro di poche settimane possiamo introdurlo in Veneto. Siamo in asfissia con i tamponi, il test in auto somministrazione è l'unica via».