Turismo, tornano i segni negativi Pure Venezia è giù

I turisti  lungo le spiagge venete: quest’anno sono in calo
I turisti lungo le spiagge venete: quest’anno sono in calo
I turisti  lungo le spiagge venete: quest’anno sono in calo
I turisti lungo le spiagge venete: quest’anno sono in calo

Record dopo record, anno dopo anno, il turismo veneto ha toccato cifre stellari. Il brusco risveglio non è ancora avvenuto (per quello servono i dati ufficiali a stagione conclusa), ma sicuramente adesso gli operatori non dormono più sonni tranquilli. A fare il quadro (provvisorio) della situazione è l’assessore regionale al turismo, il trevigiano Federico Caner: «Premesse doverose: l’estate non è ancora finita e poi al momento abbiamo a disposizione solo dati parziali da alberghi e campeggi. Inoltre questo è un anno particolare: veniamo da cinque stagioni sempre con il segno positivo, una crescita costante di almeno 3-4 punti percentuali. Quindi, prima o dopo, si doveva arrivare all’anno della stagnazione. I numeri, cioè, al momento non sono molto lontani da quelli dello scorso anno. Va segnalato il segno negativo della costa. Ma, ripeto, si tratta di un meno che arriva dopo tanti più, quindi la cifra va esaminata nell’insieme. Tradotto vuol dire che l’effetto reale non è così allarmante». I NUMERI. Ecco quindi le percentuali al momento nelle mani dell’assessore: le spiagge venete registrano un -3%. La montagna si attesta a -2%, tanto quanto il lago. Lieve inflessione, invece, per le città d’arte: - 0,5%. L’unico segno più arriva, a sorpresa, dalla cenerentola di sempre, le terme. Su questo Caner precisa: «Le stime relative al periodo gennaio-luglio 2019 per alberghi e campeggi alle terme segnalano un aumento complessivo delle presenze dell’ordine dell’1,1% rispetto all’analogo periodo del 2018 e un aumento degli arrivi dello 1,9%. Si tratta di un segnale importante di tenuta del settore. Anzi, di ripresa in controtendenza rispetto ad anni non esaltanti: il settore è sempre cresciuto meno rispetto agli altri. Quindi, come per le spiagge, vale lo stesso criterio. Bisogna essere onesti: il dato va analizzato nel complesso». Come a dire non si può parlare di boom per le terme, visti gli anni bui, o di crollo per la costa, considerati i successi. I MOTIVI. Continua Caner: «Sono arrivati i numeri negativi? Il trend era prevedibile. Non solo perché non si può continuare a crescere. Ma anche perché c’è un altro fattore importante che è tornato a far sentire tutta la sua portata. Per esempio l’Egitto e la Tunisia sono tornate a non fare più paura. E i pacchetti all inclusive con 600 euro aereo e albergo quattro stelle sono imbattibili. Difficile competere su questo piano. All’operatore veneto serve puntare sulla qualità. Il dato, ripeto, non è allarmante. Ora però serve investire ancora in innovazione e servizi». Stesso discorso per le terme: «La competizione internazionale nel settore è agguerrita e sul distretto euganeo in particolare si deve riuscire a dare qualità alle strutture e alle cure, e più proposte integrate per abbinare wellness, sport e cultura». IL CASO VENEZIA. L’altro scivolone, dopo le coste, lo fa Venezia. «Il segno è negativo anche qui - conclude Caner -. E la colpa è da attribuire alla campagna denigratoria a livello internazionale. Venezia non si merita titoli del tipo: “Non andate nella città lagunare perché è troppo affollata. Andate a Treviso o a Torino“. Il messaggio su cui la Regione sta puntando è semmai quello di invitare a visitare Venezia e di scoprire tutto il bello che c’è vicino. E infatti va ricordato che sta crescendo bene il turismo slow, quello della bici e dell’enogastronomia per capirci, sulla fascia Pedemontana Trevigiana e Vicentina». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cristina Giacomuzzo