Sostenibilità, ecco la pagella del Veneto

Leggi sostenibile e dici futuro. È la chiave di lettura per costruire e programmare l’economia e la politica di domani. Significa crescere senza compromettere le future generazioni. E allora tutto va analizzato in questa prospettiva. L’Ue ha dettato l’Agenda 2030, un programma di riforme che si snoda in 17 obiettivi concreti di sviluppo sostenibile da raggiungere. Mancano 10 anni. E a che punto è il Veneto? La risposta arriva dall’analisi della Regione che ha un duplice scopo. Primo. Serve da punto di partenza per definire il documento di “Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile” che vedrà anche la collaborazione dell’Università di Padova per declinare quei 17 “goal” su scala territoriale. Secondo. Offre l’impulso a enti locali, associazioni, categorie economiche per arrivare a una prospettiva comune e condivisa degli obiettivi di crescita. L’analisi è stata approvata dalla Giunta. Ora è in fase di illustrazione nelle varie commissioni del Consiglio regionale. Come si può vedere dalla tabella qui accanto ripresa dal report, non tutto è già “calcolabile”. Ci sono indicatori che non sono presenti perché al momento non valutabili in Veneto. Ma è solo questione di tempo. LA FOTO. Il quadro complessivo vede l’Italia al 29esimo posto con un punteggio di 74,5, in pratica a tre quarti del cammino della realizzazione dell’Agenda. Ci sono quindi Paesi piazzati meglio (l’Estonia è in decima posizione), ma tutti in realtà non sono veramente sulla strada della sostenibilità. I prossimi dieci anni saranno quindi determinanti. Il Veneto, nel focus regionale, si colloca nella fascia a maggiore sostenibilità con 8 su 14 goal centrati. «Il Veneto ha livelli di sostenibilità migliore della media nazionale per la maggior parte degli obiettivi - si legge nel report -. Risulta insufficiente, per esempio, in sostenibilità dell’agricoltura e utilizzo del suolo». POVERTÀ, FAME, SALUTE. L’obiettivo 1 per l’Ue è sconfiggere la povertà. Stando all’analisi «in Veneto la popolazione a rischio esclusione sociale è al 15,4% (dato 2017) meno che a livello nazionale (28,9%) ed europeo (22,3%). Ha il secondo valore più basso in Italia dopo il Trentino». L’obiettivo 2 riguarda la fame: per i Paesi sviluppati si traducono come buone abitudini alimentari. E qui non ci siamo: «In Veneto aumenta il numero di bambini e adolescenti con peso eccessivo». Nonostante questo, obiettivo 3, la speranza di vita raggiunge la media di 83,4 anni ed è tra le più alte al mondo. E ancora: «Le donne vivono in buona salute un minor numeri di anni rispetto agli uomini (58,9 contro i 60,4)». ISTRUZIONE, GENERE E ACQUA. «Dal 2010 - prosegue l’analisi della Regione - si sono fatti passi in avanti sul fronte dell’istruzione inclusiva: c’è un forte ribasso degli abbandoni scolastici prematuri, a scuola i ragazzi vantano brillanti risultati e il numero di laureati cresce». E, come è noto, da parecchi anni «le donne si laureano più degli uomini, ma incontrano più ostacoli in carriera e la quota in rosa di dirigenti tocca il 40% contro la media nazionale del 52%. In politica, poi, le cose non sono diverse: in Consiglio regionale si arriva a quota 21%». Obiettivo sei: acqua pulita. «Le reti idriche del Veneto non raggiungono livelli di efficienza soddisfacenti e registrano un lieve peggioramento. La depurazione delle acque dai carichi inquinanti» è il punto dolente e dipende dagli impianti di trattamento: nel 2015 i livelli erano inferiori alla media nazionale. C’è poi tanto spreco di acqua potabile: «dalle reti si disperde il 40% del volume immesso negli acquedotti». ENERGIA PULITA, LAVORO E CITTÀ SOSTENIBILI. In tema di fonti rinnovabili, il Veneto ha raggiunto in anticipo l’obiettivo Ue al 2020. Sul lavoro, poi, nel 2018 è stato superato il livello occupazionale del periodo pre crisi, ma il mercato è cambiato profondamente: aumentano i part time e il lavoro precario. Il Veneto è lontano poi dal target europeo nel capitolo innovazione e ricerca. E ancora. L’uso del trasporto pubblico è appena al di sotto della media nazionale. Le condizioni abitative nelle città venete sono migliori rispetto alla media nazionale, ma c’è il nodo della qualità dell’aria. Altro capitolo, poi, riguarda la “Vita sulla terra”. La superficie delle aree protette è leggermente maggiore rispetto alla media nazionale (23 contro 21%), ma l’impermeabilizzazione è doppia (12 contro 7%). Infine, il Veneto risulta una delle regioni d’Italia che utilizza di più per ettaro di superficie fertilizzanti e prodotti fitosanitari • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cristina Giacomuzzo

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